D’Orazio: nessun debito alla Cerrano Trade

20 Novembre 2015

L’ex commissario del Parco replica alle accuse del nuovo cda tacciandolo di «ignoranza e malignità»

PINETO. «Altro che buco: nel bilancio del parco c’è un tesoretto di 80mila euro». Dopo le accuse dei nuovi consiglieri del Parco marino del Cerrano, secondo quiali l’ex commissario dell’ente Benigno D’Orazio avrebe lasciato debiti per 100mila euro nella società commerciale Cerrano Trade, non tarda ad arrivare la replica del diretto interessato ed è guerra di cifre. «Il bilancio dell’Area marina protetta, non è assolutamente in rosso, anzi», dice D’Orazio, ma in realtà i vertici dell’Amp non avevano parlato di questo, ma dei debiti della Cerrano Trade. «Grazie all’attività 2014 il bilancio attuale è più che soddisfacente», prosegue l’ex commissario, «come recentemente sottolineato dalla stessa assemblea dei soci dello scorso 28 settembre». Sulla Cerrano Trade D’Orazio snocciola altri numeri: «Ha chiuso il bilancio al 30 ottobre in attivo di circa 10.000 euro, ad oggi si è in attesa del completamento di varie erogazioni. Tra queste, la più importante riguarda il progetto “Blue Data” per il quale sono in corso le adeguate verifiche in sede amministrativa e giurisdizionale. Purtroppo, a causa dell’ignoranza dei partecipanti alla conferenza, non è stato evidenziato come il progetto sia garantito sia in sede regionale che verso le banche da specifiche fidejussioni che il sottoscritto ha personalmente prestato: nessuna vicenda inerente il progetto può dunque riverberarsi negativamente nè per la Cerrano Trade nè, tantomeno, per l’area marina protetta».

L’ex presidente, ancora più polemico, aggiunge: «Non l’ignoranza, ma la malignità dei partecipanti ha accuratamente evitato di far conoscere che proprio grazie alle attività della Cerrano Trade (e dunque anche al progetto Blue data), recentemente il ministero dell’Ambiente ha attribuito circa 80mila euro al parco in virtù delle straordinarie performances 2014 che l’hanno collocato ai vertici nazionali assoluti. Questi fondi non ancora presenti in bilancio costituiscono un “tesoretto” di cui l’Amp gode grazie all’opera di colui che è stato soprannominato “un uomo solo al comando”. Non mi aspettavo ringraziamenti, ma almeno un normale colloquio informativo, come da me chiesto e rifiutato dall’attuale presidente pro-tempore Leone Cantarini, che al contrario, si è lanciato in invettive contro il sottoscritto, “reo” di aver difeso in sede giudiziaria le proprie idee sulla necessità di riformare lo statuto prima di nominare un nuovo cda».

Domenico Forcella

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