Da Atri la petizione contro il cibo sintetico

Incontro con 250 anziani al teatro, Coldiretti lancia l’iniziativa nazionale per tutelare i prodotti naturali
ATRI. Dalle pallotte “cacio e ove” al cibo sintetico. Al teatro comunale di Atri, ieri, 250 anziani hanno partecipato all’incontro organizzato dalla Coldiretti con il corso di laurea in Scienze dell’alimentazione dell’università D’Annunzio e dedicato al tema “La tutela della terza età dai campi alla tavola”. Il ruolo degli agricoltori nella filiera di una alimentazione sana è stato al centro di diversi interventi che hanno preso le mosse da considerazioni sul «valore del cibo» in una ricostruzione dei diversi passaggi storici dalle pallotte “cacio e ove” agli alimenti sintetici, dalla potenza della tradizione alle perplessità sulle nuove frontiere della ricerca scientifica che si spinge verso la produzione di prodotti in laboratorio. Su questi argomenti si sono confrontate due generazioni. Davanti alla platea degli anziani e dei “senior” della Coldiretti, il delegato della sezione giovani dell’associazione di categoria degli agricoltori Giuseppe Scorrano ha lanciato la campagna nazionale contro il cibo “frankestein” invitando i presenti a farsi promotori della raccolta di firme tra famiglie, figli e nipoti. Un patto intergenerazionale per dire no al cibo prodotto in laboratorio e sì ad una sana alimentazione che vede in prima linea Coldiretti, Fondazione Campagna Amica, Filiera Italia e World Farmers Markets Coalition.
Su questo fronte sono impegnate tutte le componenti dell’associazione di categoria, in un impegno collettivo a sostegno dei prodotti italiani e locali che vede anche, tra le altre, le adesioni del vicepresidente della giunta regionale Emanuele Imprudente e del consigliere Emiliano Di Matteo, nonché del sindaco atriano Piergiorgio Ferretti. «Le multinazionali del latte senza vacche, della carne costruita in laboratorio, del pesce finto, stanno cercando di imporre sul mercato un nuovo modo di mangiare», ha spiegato Silvano Di Primio, presidente di Coldiretti Abruzzo, «che presto potrebbe avere il lascia passare europeo con le prime richieste di autorizzazione all’immissione in commercio di produzioni create in laboratorio. È necessario sensibilizzare le famiglie sui rischi e, in tal senso, l’appello dei giovani è stato raccolto immediatamente». All’incontro hanno partecipato anche il presidente nazionale di Coldiretti pensionati Giorgio Grenzi e la presidente provinciale dell’associazione Emanuela Ripani.

