Da Teramo verso Compostela: il Cammino con quattro disabili

22 Febbraio 2024

Presentato il progetto di “Società civile” sostenuto dalla Regione, giovani in marcia dal 26 al 31 agosto  Ci saranno anche due “allenatori” speciali: il prete anticamorra don Manganiello e lo scrittore Leonelli

TERAMO . Da Teramo a Santiago di Compostela: cammino spirituale con quattro ragazzi teramani disabili, ma con capacità di deambulazione. È il progetto “Abruzzo inclusivo: da Teramo a Santiago” presentato ieri mattina nella corte interna della biblioteca Delfico dall’associazione “Società civile” con la Regione e contando sulle risorse del Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità della presidenza del consiglio dei ministri. Sarà un percorso condiviso con persone con varie esigenze e varie forme di disabilità nel cammino spirituale patrimonio dell’Unesco verso Santiago di Compostela, in Spagna (prossimamente verranno resi noti i dettagli per la partecipazione) dal 26 al 31 agosto. «Il cammino già nel Medioevo era affrontato da molte persone disabili che si avventuravano in questo itinerario alla ricerca di un miracolo o di una cura, come accade ancora oggi», ha spiegato Leo Nodari, presidente di “Società civile” che promuove il Premio Borsellino e ideatore del progetto, «gli obiettivi del progetto sono molteplici, come la volontà di diffondere il cammino tra chi non avrebbe mai pensato di fare questa esperienza e di farla in una condivisione tra volontari e disabili».
L’iniziativa è stata subito sostenuta dalla Regione. «È un importante progetto in ambito sociale per un Abruzzo inclusivo che vuole abbattere ogni forma di barriera, non solo architettonica perché nessuno deve rimanere indietro», ha detto l’assessore regionale alle politiche sociali Pietro Quaresimale, «un progetto innovativo e ogni iniziativa improntata ai reali principi della condivisione e dell’inclusione merita il supporto delle istituzioni». Ad accompagnare i ragazzi nel cammino due “allenatori” speciali: il prete anticamorra don Aniello Manganiello che è autore del libro “Legalità e Scrittura, in cammino verso Santiago” che ha percorso per sette volte il tragitto spirituale e i cammini dei Santi Francesco e Bendetto e lo scrittore Giuseppe Leo Leonelli autore del best seller “Santiago” e ideatore del “Cammino dell’unione” che con 109 chilometri e 5 tappe parte e arriva a Vignola, in provincia di Modena . «Fare da allenatore ai ragazzi è una proposta entusiasmante perché ci fa riflettere su come anche i disabili possano realizzare esperienze entusiasmanti che gran parte della società ritiene per loro irrealizzabili», ha aggiunto don Aniello, «è un progetto pilota molto importante, ci auguriamo foriero di altri progetti che vadano a cambiare la mentalità nella società civile: i nostri fratelli possono esprimere tante potenzialità che dovono essere valorizzate e se il cammino sarà realizzato porterà loro grande positività». Entusiasta anche Leonelli che ha confidato di essere affetto del morbo di Parkinson, ma di aver trovato «nel camminare una grande forza interiore che mi ha permesso di fare ciò che fanno le persone normodotate». E ha chiosato: «Questo progetto è importantissimo perché rafforza il senso di comunità, di far parte di una comunità».
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