Da vittima a imputata di stalking ai vicini Prosciolta dal giudice
Il caso di una sessantenne teramana finita sotto accusa dopo aver segnalato alcuni condòmini molesti
TERAMO. È un’altra storia di stalking tra vicini di casa, sempre più litigiosi e rissosi, a scandire le cronache processuali. Sia quelle civili sia quelle penali. Il caso è quello di una donna sessantenne teramana che dopo aver fatto un denuncia contro ignoti segnalando vasi rotti, il danneggiamento della sua macchina e altre molestie riconducibili agli ambienti condominiali ed essersi rivolta alla questura per chiedere un procedimento di ammonimento si è ritrovata a sua volta denunciata dai vicini e imputata in un’udienza preliminare dopo che la Procura ha chiesto per lei il rinvio a giudizio. È il stato il gup Roberto Veneziano a proscioglierla da ogni accusa di stalking perchè il fatto non sussiste.
La donna, assistita dall’avvocato Tommaso Navarra, l’anno scorso aveva presentato una denuncia contro ignoti segnalando di aver ritrovato l’auto danneggiata sotto casa, le fioriere del balcone rotte e altri piccoli danneggiamenti riconducibili secondo lei all’ambiente condominiale. Aveva presentato istanza di ammonimento, i vicini erano stati chiamati in questura per un chiarimento ritenuto soddisfacente a tal punto che non era stato necessario ricorrere nemmeno all’ammonimento.
Ma subito dopo questi fatti i due vicini avevano presentato una denuncia per stalking contro la donna accusandola di fatti come il distacco volontario della corrente elettrica, l’introduzione nella cassetta della posta di lettere moleste, di aver fatto esplodere petardi nel vano scale della palazzina e di aver sferrato colpi violenti sui muri e sul pavimento della sua abitazione confinante con quella dei due. La Procura, a conclusione delle indagini, aveva chiesto il rinvio a giudizio. Richiesta accolta dal giudice. In sede di udienza preliminare i due vicini si erano costituiti parte civile. Esaminato il materiale prodotto e sentite le parti, il gup ha disposto il non luogo a procedere per la donna perchè il fatto non sussiste. Le motivazioni saranno note tra trenta giorni.Così commenta l’avvocato Navarra: «La dinamica condominiale è sempre problematica specialmente quando si coltivano rivincite personali improbabili a danno del vicino di casa. Nel caso in questione la presunta responsabile era invece essa stessa la destinataria delle condotte ingiustamente attribuitele».
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