Dal 2007 evasi 9,8 milioni di Imu e Tari

14 Ottobre 2017

Il sindaco: «Buco che mette a repentaglio i servizi comunali». Entro l’anno arriveranno gli accertamenti del 2012

TORTORETO. Nove milioni e 800mila euro evasi: a tanto ammonta la cifra da capogiro che il Comune di Tortoreto non ha ancora riscosso negli ultimi dieci anni dalle imposte sulla casa e dalle tasse sui rifiuti, quindi Imu, Tari e prima di loro Ici e Tia. La cifra rappresenta quasi il 10% del totale di circa 100 milioni di euro che sarebbe dovuto entrare nelle casse dell’ente dal 2007 ad oggi dalle due voci in bilancio.
Questi i numeri mostrati ieri mattina nella conferenza stampa in municipio tenuta dal sindaco Domenico Piccioni, dal suo vice e delegato al bilancio Francesco Marconi e dalla responsabile dell’ufficio tributi Marina Marchegiani. «Diamo il via alla lotta serrata contro l’evasione, che rappresenta uno dei motivi principali per cui i cittadini hanno subito il rincaro nella quota della Tari e che mette a repentaglio i servizi comunali: senza questo non possiamo puntare all’equità fiscale promessa in campagna elettorale», spiegano i due amministratori comunali anche e soprattutto in risposta alle proteste contro la stangata a sorpresa nella rata di settembre della tassa sui rifiuti. «Non dovrà mai più ripresentarsi un caso del genere» aggiunge il primo cittadino.
I due hanno spiegato il perché della conferenza solo oggi: «Abbiamo atteso la fine della stagione turistica per parlarne, sfruttando questo tempo per analizzare e monitorare una situazione in cui comunque non potevamo cambiare le decisioni prese durante la gestione commissariale. Il Comune di Tortoreto è un ente virtuoso e per questo non riceve alcun contributo statale. Anzi, lo Stato preleva dalle nostre casse una parte da destinare ai comuni in difficoltà». Marconi è poi entrato nella questione: «solo della Tari e solo nel 2016, il Comune non ha incassato 900mila euro dei 2 milioni e mezzo che l’ente avrebbe dovuto poi girare alla Poliservice. Di questi 900, 400 sono stati richiesti alle famiglie con la Tari 2017, come deciso dal commissario».
Quindi il piano di recupero dei crediti: «Appena insediati ci siamo messi al lavoro con l’ufficio tributi. Ora si passa all’azione: entro fine anno l’ente invierà gli accertamenti per tassa sui rifiuti e imposta sulla casa del 2012; entro giugno dell’anno prossimo invece invierà le cartelle riferite a 2013, 2014 e 2015; poi quelle riferite al 2016, seguendo la legge che offre 18 mesi di tempo a chi non ha pagato per ravvedersi senza interessi e sanzioni. Nel frattempo partirà la riscossione coattiva degli anni precedenti, per le cartelle non ancora inviate: nelle prossime settimane invieremo quindi le ingiunzioni di pagamento per l’imposta sulla casa del 2010 e del 2011, ma anche le pre-ingiunzioni per la tassa sui rifiuti del triennio 2009-2011. Questo, mentre continua il contenzioso con l’Abaco, che gestiva la riscossione coattiva fino al giugno 2015, quando l’ente tornò a gestirla direttamente perché qualcosa non andava». Aggiunge Piccioni: «Per il piano di rientri è stato necessario nominare un ufficiale che validasse i procedimenti esecutivi avviati dall’ufficio tributi. Contiamo anche di limitare i possibili ricorsi, visto che l’ufficio ha una banca dati aggiornata».
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