Dal ’96 sulla strada per salvare i giovani

L’associazione “Uniti contro la droga” compie vent’anni di lotta alla tossicodipendenza: «Ne abbiamo aiutati tanti»
TERAMO. Da vent’anni sulla strada, cercando di tirar fuori i giovani dalla dipendenza da stupefacenti. È una bella storia di volontariato quella che può raccontare “Uniti contro la droga”, l’associazione creata a Teramo nel 1996 da Pasquale Di Mattia. «Sono stati vent’anni duri, tempi non facili», dice Di Mattia al Centro, «ma il ventennale per me è l’occasione di ringraziare tutti coloro che, mossi dal bisogno di aiutare questi ragazzi, si sono buttati anima e corpo per realizzare e far funzionare l’associazione. La sensibilizzazione continua delle famiglie e della società ci aiuterà a far capire alla gente che il fenomeno droga può essere combattuto e debellato».
Con Di Mattia operano Giuseppina Evangelista, Claudia Di Mattia, Tiziana Di Teodoro e la psicologa Barbara Macinati. Il loro lavoro è “agganciare” i ragazzi che si drogano e portarli in terapia al Sert, continuare a seguirli per evitare ricadute e poi spingerli ad andare in comunità.
«È fondamentale la collaborazione delle famiglie», dice Di Mattia, «ma tanti genitori si vergognano o fanno finta di non vedere. E se ci passano sopra loro, come facciamo noi ad aiutare i loro figli? Il nostro messaggio, dopo vent’anni di esperienza, è chiaro: dal tunnel della droga si può uscire, sta tutto nella mente del ragazzo e dipende anche dai genitori. Non è facile agganciare questi giovani, spesso prendiamo le parolacce e veniamo invitati a farci i cavoli nostri, ma ormai almeno io ci ho fatto il callo. E ho tanta soddisfazione quando riesco a risolvere un problema. L’associazione non si aspetta di essere gratificata ed io non mi aspetto che qualcuno mi dica grazie, perché sono già ripagato del bene che ho fatto».
Il presidente dell’associazione quantifica in un 30 per cento la quantità di persone che, tra tutte quelle che “Uniti contro la droga” ha seguito, sono uscite dalla tossicodipendenza, e riguardo all’evoluzione del pianeta droga a Teramo in questo ventennio dice: «L’eroina prima era la droga del popolo e la cocaina quella dei signori, ora la coca è per tutti ma per trovarla pura servono molti soldi. Ne gira tanta tagliata con altra robaccia e che provoca danni cerebrali superiori. È cambiata, e molto, anche la figura del tossicodipendente. Vent’anni fa era un emarginato, lo vedevi per la strada e lo riconoscevi subito. Oggi è molto più difficile capire chi si droga».
Ultimo problema: i Sert funzionano? «Sì, funzionano», conclude Di Mattia, «e quello di Teramo è un fiore all’occhiello. Medici e infermieri sono tutti molto preparati».
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