Dal Creval dubbi su Nuzzo: «Punta a un’intesa separata»

30 Luglio 2014

TERAMO. «Ci abbiamo rimesso 50 milioni di euro». Si presenta così, all’assemblea della Tercas, Ugo Colombo che rappresenta il Credito Valtellinese. La banca con sede a Sondrio deteneva l’8,11% delle...

TERAMO. «Ci abbiamo rimesso 50 milioni di euro». Si presenta così, all’assemblea della Tercas, Ugo Colombo che rappresenta il Credito Valtellinese.

La banca con sede a Sondrio deteneva l’8,11% delle azioni dell’istituto abruzzese ed è stato anche in predicato, durante la lunga crisi, di acquisirne il controllo. Colombo, nel suo intervento, evidenzia quelle che ritiene irregolarità nella convocazione dell’assemblea ma apre dubbi anche sugli scenari futuri. In particolare sull’auspicio, formulato da Mario Nuzzo, che la fondazione Tercas possa rientrare nel nuovo assetto societario inizialmente controllato al 100% dalla Popolare di Bari.

«Questo fa pensare a un accordo parasociale», attacca il rappresentante di Creval, «sull’esistenza del quale chiedo conferma al commissario». Secondo Colombo, un’intesa preventiva avrebbe escluso dal voto l’azionista di maggioranza della Tercas con evidenti ripercussioni sul risultato. Sora, però, respinge l’insinuazione. «Non mi risulta alcun accordo», puntualizza, «che coinvolga la fondazione e la Popolare di Bari».

Immediata anche la reazione di Nuzzo che definisce «una sciocchezza» l’uscita di Colombo. «In questo momento non c’è spazio», chiarisce, «ma è nell’interesse di tutti che il territorio possa ritrovare la sua presenza nella banca». Il presidente sottolinea, inoltre, che si sente tradito come tutti gli altri soci. «Se fosse stato rispettato il vincolo di fedeltà all’istituto e non alle persone che operano», fa notare, «tutto questo non sarebbe avvenuto». Il futuro della fondazione non è in bilico. «Siamo distinti dalla banca, abbiamo una vita autonoma», tiene a precisare, «non riceviamo dividendi da Tercas, ma abbiamo un patrimonio cospicuo e impieghi finanziari che ci permettono di continuare la nostra attività». (g.d.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA