Dal Tar arriva un altro no alla centrale a biomasse

Colonnella, il tribunale amministrativo annulla l’autorizzazione regionale Il sindaco: «È la terza volta che i giudici accolgono le nostre ragioni»
COLONNELLA. Nuovo no alla centrale a biomasse di Colonnella. Il Comune incassa il terzo risultato positivo contro il progetto di costruzione della centrale a cippato di legna di contrada Valle Cupa. Il Tar Abruzzo ha disposto, infatti, l’annullamento del provvedimento unico regionale rilasciato alla società Sagitta Immobiliare srl per la costruzione di una centrale a biomassa di sei megawatt.
Ne dà notizia il sindaco Leandro Pollastrelli. Il ricorso era stato presentato dal primo cittadino e da Nazzareno Vagnoni in qualità di assessore comunale e di cittadino residente in contrada Vallecupa, la zona su cui sarebbe dovuta sorgere la centrale. «La sentenza riconosce in modo pieno ed esaustivo le ragioni del Comune di Colonnella annullando l’autorizzazione», dice soddisfatto Pollastrelli. Le motivazioni della sentenza sono di carattere tecnico-istruttorie. «La Regione Abruzzo nel rilascio dell’autorizzazione unica regionale ha commesso una serie di errori di procedure, con “accelerazioni istruttorie”», afferma il sindaco riportando i passaggi della sentenza del Tar, «che hanno portato praticamente al rilascio dell’autorizzazione prima che tutti i pareri fossero stati acquisiti e prima che di fatto fosse conclusa la fase istruttoria con la conferenza dei servizi. La sentenza riconosce tutte le eccezioni fatte e chiude una vicenda nella quale il Comune ed il sindaco furono citati in una prima fase dalla Sagitta per un risarcimento danni di 40 milioni di euro annullata dal Tar Abruzzo e dà ragione alla linea adottata dall’amministrazione comunale, che ha sempre sostenuto che gli atti pubblici andavano contestati non con le firme e le manifestazioni di piazza, ma nelle sedi opportune, in questo caso il tribunale amministrativo regionale».
Pollastrelli ricorda come, all’epoca, (era il 2012) l’intera amministrazione comunale sia stata messa sotto accusa «per motivi politici e per una responsabilità non nostra ed oggi riconosciuta. Siamo stati vessati da associazioni e cittadini. All’epoca, nessuna associazione ha voluto sottoscrivere con noi il ricorso al Tar al contrario dell’assessore Vagnoni. Voglio ringraziare i miei assessori e consiglieri comunali e tutti i cittadini che hanno avuto fiducia in me. Ho sofferto molto per questa situazione».
Alex De Palo
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