«Date sbagliate per la raccolta e la vendita dei tartufi»

26 Agosto 2014

CAMPLI. Tartufi, un “oro nero” dei buongustai e fonte di ricchezza per molti in provincia di Teramo. Ma sono diversi gli ostacoli creati dalla legge regionale sui tartufi, che Bice Tassoni,...

CAMPLI. Tartufi, un “oro nero” dei buongustai e fonte di ricchezza per molti in provincia di Teramo. Ma sono diversi gli ostacoli creati dalla legge regionale sui tartufi, che Bice Tassoni, imprenditrice di Campli del settore, chiede al presidente Luciano D’Alfonso di cambiare. «Il comma 3 dell' articolo 26 della legge sui tartufi dice : "E' vietata ogni forma di commercio dei tartufi freschi effettuata al di fuori dei periodi di raccolta consentiti ".In rappresentanza di coloro che hanno deciso di rendere il tartufo un punto di forza dell 'Abruzzo, creando attività basate su di esso, mi domando: " Ma i tartufi trovati la sera del 31 agosto, giorno stabilito di chiusura della raccolta, dove li metto se non mi è consentito commercializzarli?". Se in tutto il resto dell 'Italia la vendita è concessa fino ai 15 giorni successivi alla raccolta, non vedo perchè la nostra deve essere l'unica regione in cui non è possibile avere questo tempo in più, necessario e logico. Inoltre vorrei puntare il dito sulla scelta delle date relative alla raccolta: apertura anticipata al 10 maggio, nella convinzione che il tartufo sia maturo a sufficienza (cosa erratissima), e chiusura, anch'essa prima del tempo, il 31 agosto, periodo in cui la maturazione del tubero è all'apice, specialmente in stagioni piovose come quest' anno. Ma perchè non hanno lasciato la chiusura al 15 settembre, data che andava benissimo a tutti?». Un accenno anche sulla raccolta dei tartufi: «Perchè nella nostra regione si pagano 150 euro e nel resto d' Italia 92?Spero che questo sfogo possa essere d'incentivo alle associazioni del settore, che dovrebbero lottare per farci ottenere leggi adeguate al resto della nazione e di aiuto alla comprensione dei nostri rappresentanti regionali».