Daverio: «La tecnologia ci sta trasformando»

Il critico d’arte al Festival del virtuale che andrà avanti fino a domenica con mostre e dibattiti
TERAMO. «L'evoluzione tecnologica genera mutazioni linguistiche e di sensibilità, e noi stiamo vivendo un momento di trasformazione del sapere. Bisogna sposare i cambiamenti, ma sempre con discernimento». Queste le parole critico d’arte Philippe Daverio che ieri pomeriggio, nella sala San Carlo, ha aperto il Festival del virtuale organizzato dal polo museale cittadino.
Daverio, testimone della rassegna sulle applicazioni tecnologiche in campo culturale, (iniziativa che andrà avanti fino a domenica con mostre, dibattiti e installazioni interattive), è intervenuto sul tema dei nuovi modelli culturali. Con l'arguzia e il dono della divulgazione che lo contraddistinguono, il professore ha raccontato il percorso del sistema di comunicazione, passando dalla storia alla letteratura, e ha indicato la "missione" della tecnologia applicata al settore intellettuale.
«Il nostro patrimonio artistico può diventare un'impresa di affari e uno strumento di competizione. Questa è l'eredità che dobbiamo lasciare alle nuove generazioni: poter raccontare ancora il nostro passato, senza dover essere per forza dei passatisti». Parole che hanno assunto un peso particolare considerando, a ritroso, le parole del sindaco Maurizio Brucchi, il quale durante i saluti iniziali aveva ammesso:«Teramo ha un grande patrimonio artistico, dobbiamo sfruttarlo meglio. Forse abbiamo lavorato poco sul turismo». Intervenuto subito dopo, il rettore dell'università teramana, Luciano D'Amico, ha ribadito la disponibilità dell'ateneo a lavorare al fianco della città. E un appello è stato lanciato dal direttore dell'Osservatorio di Collurania, Roberto Buonanno, che ha ricordato come le applicazioni tecnologiche siano già presenti nella struttura da lui diretta, ma che l'osservatorio rischi ancora la virtualità, intesa come chiusura, non del tutto scongiurata. «Una maggiore attenzione del territorio verso Collurania sarebbe interesse di tutti», ha sottolineato.
Il festival è proseguito con l'inaugurazione delle cinque mostre nel centro cittadino: fra queste quella che raccoglie il maggior numero di progetti e artisti si trova al laboratorio L’Arca di largo San Matteo. Per informazioni sul festival: teramoculturale.it.
Emanuela Michini
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