Debiti del Comune, scontro sindaco-Team

Nessun accordo e toni accesi con l’ad della società Ranalli davanti alla commissione consiliare
TERAMO. I crediti vantati dalla Team nei confronti del Comune, l’innalzamento dei livelli e le consulenze, cioè i grandi temi su cui si sono accese le frizioni di questi mesi tra il sindaco Maurizio Brucchi e l’amministratore delegato della Team Luca Ranalli, non hanno trovato una ricomposizione. Nel corso della commissione di controllo e garanzia, convocata dalle opposizioni, ci sono stati duri scontri verbali tra il sindaco e l’ad della team che non lasciano presagire il raggiungimento di un accordo.
La nota più dolorosa, su cui si gioca non solo la partita degli stipendi, ma anche i rapporti con i fornitori e la tenuta dei conti della Team, è il famoso debito da 1 milione e 200mila euro che Brucchi è disposto a riconoscere alla Team a patto di seguire una determinata procedura. In altri termini significa che ci sono 300mila euro di fatture non pagate che il Comune chiede di scontare con una nota di credito, ma che la Team non intende abbonare.
«Non spetta a me fare sconti per far quadrare i conti del bilancio del Comune», ha detto Ranalli, «visto che ho programmato l’attività contando su somme precise e il Comune dall’oggi al domani non può cambiare arbitrariamente le cifre». L’amministratore della Team spiega infatti di essere già venuto incontro al Comune a fine 2014 con uno sconto del 5%, ma che alla richiesta di un ulteriore 5% sul servizio ha risposto picche. Per Brucchi era un gesto opportuno e politicamente doveroso richiamando una norma (sul cosiddetto quinto d’obbligo) che per fare quadrare i conti prevede questo sconticino. Ranalli ha ritenuto la richiesta inammissibile e sempre con le norme sottobraccio ha ricordato che la politica può dare indirizzi, ma ne rispondono penalmente i membri del consiglio di amministrazione della Team. Tanto da sfidare più di una volta il sindaco a risolvere le questioni tra i banchi di un tribunale.
Un contenzioso che il sindaco vuole evitare, sollecitando i dirigenti della Team a fare il lavoro per i quali sono profumatamente remunerati, ovvero trovare soluzioni con i dirigenti del Comune sulle somme. Ma le stoccate non sono mancate come quella di Brucchi sull’opportunità di firmare innalzamenti di livello ritenuti inopportuni nel momento in cui in azienda ci sono i contratti di solidarietà. Per Ranalli si tra invece solo di regolarizzazioni, ribadendo di averne fatte 62 negli ultimi anni e che queste avrebbero evitato contenziosi con i dipendenti. Brucchi non ha fatto sconti nemmeno sulle consulenze legali: «Perchè fare contratti annuali a professionisti che non sono teramani, quando si può consultare un legale di volta in volta in base al sorgere dei contenziosi?». E la teramanità dei professionisti è stato un tema gettonatissimo specie per il consigliere Guido Campana che ha richiamato oculatezza sulla gestione dei soldi dei teramani. Ranalli ha respinto al mittente: «Anche i fornitori che non posso pagare per i soldi che il Comune mi deve sono teramani».
Marianna De Troia
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