Deceduto per l’ulcera perforata La famiglia: «Risposte certe»

GIULIANOVA. «Quello che è successo a mio fratello non è giusto. C’è un processo in corso e noi chiediamo che arrivino risposte in tempi certi e celeri». E’ un appello che arriva dal cuore quello di...
GIULIANOVA. «Quello che è successo a mio fratello non è giusto. C’è un processo in corso e noi chiediamo che arrivino risposte in tempi certi e celeri». E’ un appello che arriva dal cuore quello di Elena Lattanzi, una delle sorelle di Palmiero, l'operaio di 57 anni deceduto nell’agosto del 2011 sette ore dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso dell’ospedale di Giulianova. Per quella morte è in corso un processo a carico di un medico accusato di omicidio colposo.
Secondo la procura (il pm Irene Scordamaglia titolare del fascicolo) avrebbe omesso di eseguire, si legge nel capo di imputazione, «un accurato monitoraggio delle condizioni cliniche ed in particolare l’esecuzione di un esame endoscopico o esofagogastrostroscopico, mediante il quale si sarebbe rilevata la lesione acuta gastrica, che in seguito evolveva verso la perforazione, cagionava il decesso di Lattanzi che sopravveniva per insufficienza cardiorespiratoria acuta da perforazione di ulcera antrale».
L’inchiesta della procura era scattata dopo la denuncia fatta dai familiari dell’uomo. Quest'ultimo, da circa un anno sofferente di ulcera allo stomaco, nella mattinata del 18 agosto del 2011 era stato accompagnato da una sorella al pronto soccorso dell'ospedale di Giulianova poichè avvertiva forti dolori allo stomaco ed alla schiena. Intorno alle 15 venne dimesso: il referto medico, confermato dal medico presente nel pronto soccorso, parlava di condizioni di salute non gravi. L’uomo tornò a casa e si mise al letto. Intorno alle 20 si alzò per recarsi in bagno ma, dopo aver percorso il corridoio di casa, cadde a terra. Morì poco dopo in ospedale. Domani si torna in aula con le audizioni dei consulenti davanti al giudice monocratico Flavio Conciatori.
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