Dehors, il sindaco spegne le polemiche sul regolamento

23 Maggio 2019

Presentato il provvedimento che andrà in consiglio Confermate le procedure facilitate per i tavoli all’aperto 

TERAMO. «Non abbiamo nascosto i problemi di metodo, ma quello che conta è il merito della questione». Il sindaco Gianguido D’Alberto, affiancato dagli assessori Stefania Di Padova e Antonio Filipponi e dalla presidente della commissione urbanistica Francesca Chiara Di Timoteo, spegne le polemiche sul regolamento per i dehors. Alle contestazioni dei consiglieri di opposizione Mario Cozzi (Forza Italia) e Luca Corona (Oltre), a detta dei quali il provvedimento è stato presentato in forma incompleta e irregolare, il primo cittadino replica innanzitutto ostentando la compattezza del gruppo di amministratori che si è occupato del provvedimento per fugare i dubbi di contrasti interni che pure sono affioranti. «Ci si è lavorato tanto», osserva, «con gli uffici tecnico e commercio». Per sua stessa ammissione, però, qualche «problema di metodo» c’è stato, soprattutto nella comunicazione tra gli assessorati, ma la sostanza secondo D’Alberto non cambia di molto. «Si tratta di modifiche importanti», afferma, «per le quali il regolamento va approvato il prima possibile».
Il risultato atteso dai commercianti interessati sarà la semplificazione e la conseguente accelerazione delle procedure per installare tavoli, sedie e ombrelloni davanti agli ingressi di bar, ristoranti e pizzerie. Non doveva essere la seduta di commissione riunita martedì, secondo il primo cittadino, a chiudere il confronto sul provvedimento. «La precedente amministrazione ha convocato quattordici riunioni sul regolamento dei dehors che è stato approvato nel 2012», ricorda D’Alberto che passa al contrattacco. «Appena due anni dopo un atto d’indirizzo del sindaco ne prevedeva la modifica per i tanti problemi aveva creato nel frattempo», spiega, «ma durante tutta quella consiliatura non è stato fatto nulla».
Le contestazioni da parte di Corona e Cozzi, che è stato anche assessore al commercio, sarebbero dunque fuori luogo. «C’è stata un’altra parte dell’opposizione che non ha abbandonato la commissione», evidenzia Filipponi, «dando un contributo prezioso al miglioramento dell’atto». A questo scopo serviva, secondo lui, la riunione tenuta martedì pomeriggio e che ha innescato la polemica. «Non c’era nulla da deliberare», chiarisce Di Timoteo, «ma abbiamo voluto avviare un dibattito condiviso prima di arrivare in consiglio». Anche Di Padova si sofferma sull’apertura al dialogo. «É il punto di partenza per risolvere insieme questa problematica», afferma, «con un provvedimento fondamentale per le speranze di rinascita della città». Il confronto dunque proseguirà, sia nelle prossime sedute della commissione, sia in incontri con associazioni e commercianti per arrivare a una soluzione condivisa che metta d'accordo tutti.
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