Delfico, protestano gli studenti: «No ai Musp, scuola smembrata»

8 Gennaio 2026

Le contestazioni sono andate in scena durante l’inaugurazione degli ultimi moduli per 13 classi. La Provincia apre un tavolo di mediazione, i liceali chiedono una collocazione unitaria nel Forti

 TERAMO. «Abbiamo deciso di manifestare perché non c’è nulla da festeggiare». Con queste parole gli studenti del liceo scientifico Delfico spiegano la protesta andata in scena ieri mattina alla Cona, in concomitanza con l’inaugurazione dei nuovi Musp (moduli ad uso scolastico provvisorio) nell’area dell’istituto Pascal-Forti. Gli studenti contestano quello che definiscono lo smembramento del Convitto liceo, inteso proprio come comunità Delfico, diviso tra l’edificio Forti e i Musp (tredici classi), ma anche la mancata partecipazione alle decisioni della Provincia e la carenza di spazi adeguati.

Circa quaranta studenti delle classi quinte del Coreutico e dello Scientifico hanno fatto sentire la propria voce per contestare quella che sarà, da oggi, la loro nuova scuola a tutti gli effetti. La protesta, hanno assicurato ragazzi e ragazze del Delfico, non si esaurirà a breve ma l’intenzione è di andare avanti nel rivendicare le loro ragioni. Cosa che hanno fatto già per iscritto nei confronti delle istituzioni scolastiche e che ieri hanno palesato ai vertici della Provincia presenti per il taglio del nastro dei Musp. «Non siamo stati coinvolti in scelte che incidono direttamente sulla nostra formazione», spiega Filippo Brucchi, rappresentante degli studenti. Tra le criticità segnalate, oltre allo “spezzatino” delle classi in spazi diversi, l’inadeguatezza delle aule e corridoi definiti troppo stretti. Secondo gli studenti, inoltre, una classe sarebbe stata “dimenticata”, costringendo a un ulteriore spostamento al Forti. «La struttura viene accolta con diffidenza, ma è sicura e certificata. Credo che i ragazzi si troveranno bene, così come è già accaduto agli studenti entrati a inizio anno scolastico», ha detto la dirigente scolastica del Convitto Daniela Baldassarre, che si trova in una posizione di mediazione tra la sua comunità scolastica e le istituzioni. Comunità costretta a soluzioni provvisorie dall’ottobre 2024, quando la magistratura ha sequestrato l’edificio di piazza Dante, e che ora è riunita alla Cona. Le ultime classi giunte nei Musp si trovavano all’ex consorzio agrario, adesso tornato alla Prefettura. Il presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, ha annunciato la disponibilità a un tavolo di mediazione con studenti e dirigenti scolastiche, precisando però che la collocazione delle classi non rientra nelle competenze della provincia. Intanto resta aperta la questione della viabilità. La dirigente torna a chiedere interventi per garantire la sicurezza negli orari di ingresso e uscita, quando centinaia di ragazzi si concentrano nello stesso punto: «Chiederemo ufficialmente alla Provincia anche aggiornamenti e un cronoprogramma chiaro dei lavori». Gli studenti del Delfico resteranno alla Cona per almeno 4 anni, tempo necessario per gli interventi nella scuola di piazza Dante. Poi il campus coi Musp fungerà da scuola jolly.

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