Delitto Bellisari, il killer sapeva dei soldi in casa

5 Ottobre 2014

Pietracamela, dai Ris arrivano le prime certezze per gli investigatori Le indagini si concentrano sulla pista locale e sul movente economico

PIETRACAMELA. Chi ha ucciso sapeva di trovare dei soldi nel portafogli dell’anziano. A dieci giorni dall’omicidio di Renato Bellisari, il pensionato 77enne massacrato con sette bastonate nella sua casa di Intermesoli, dinamica e tempistica di un delitto cominciano a prendere forma nei primi atti di un’indagine complessa e sfaccettata. E lentamente ogni tessera trova il suo posto: dal movente economico alle telefonate che giovedì mattina sono arrivate sull’utenza fissa della vittima (che non aveva cellulare) fino a due importanti testimonianze. Che sono quelle di cittadini del posto che giovedì mattina hanno catturato immagini e particolari che nella ricostruzione di questo delitto si sono rivelate determinanti. Perchè solo chi conosceva bene la vittima sapeva che in questi giorni, così come faceva spesso, l’uomo si muoveva con alcune migliaia di euro nel portafogli (tra duemila e tremila euro). Certo ora gli indizi devono diventare prove e questo stanno cercando di fare investigatori e inquirenti. Sempre più convinti di aver imboccato la pista giusta, quella che li porterà a trovare l’assassino.

E’ certo che chi ha ucciso, molto probabilmente con il bastone di una scopa o con uno degli arnesi da camino usati per ravvivare il fuoco, si è impossessato dei soldi e delle chiavi del piccolo alloggio che sono sparite. Intanto stanno per rientrare gli esami fatti dai Ris, gli esperti del raggruppamento investigazioni scientifiche, sull’orma impressa nel sangue e trovata sul pavimento della cucina dell’abitazione. Secondo gli investigatori è quella lasciata dall’assassino nella fuga. Qualche impronta la suola sporca di sangue potrebbe averla lasciata anche sul pianerottolo esterno dell’abitazione, ma in questo caso potrebbe essere stata lavata dalla violenta pioggia caduta nel pomeriggio di giovedì scorso. Proprio per questo tutta l’area esterna è stata visionata dai Ris con l’esame del Luminol che consente di individuare la presenza del sangue anche se apparentemente sparito. Gli esperti del raggruppamento investigazioni scientifiche, che per due giorni hanno passato al setaccio non solo la casa di via Baracca ma anche tutte le stradine del piccolo centro di montagna, hanno portato via più di cento reperti tra cui anche alcuni bicchieri, un posacenere e dei vestiti. Tutto materiale che in queste ore è all’esame degli esperti del Ris anche per trovare eventuali tracce di Dna diverse da quelle della vittima. E i primi risultati sono arrivati. Ora vanno confrontati.(d.p.)

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