Delitto di Nereto, la casa resta sequestrata

Accolta la richiesta per la bimba rimasta orfana. “Codice rosso”: «Troppo pochi 21 anni per l’omicida»
NERETO. La richiesta è stata fatta dal legale nominato per rappresentare la bambina nella sua veste di parte civile (il legale Arcangela Tardio)e il giudice l’ha accolta mettendola nero su bianco nel dispositivo della sentenza di condanna a 21 anni: sequestro conservativo per la casa di Nereto, quella in cui nel pomeriggio del 9 ottobre del 2019 Cristian Daravoinea uccise con due coltellate al cuore la compagna Mihaela Roua, connazionale di 32 anni, mamma di una bambina di sei. L’uomo nella giornata di lunedì, al termine del processo che si è svolto in Corte d’assise, è stato condannato a 21 anni per omicidio volontario con i giudici che non hanno escluso l’aggravante dei motivi futili e abietti e riconosciuto le attenuanti generiche. Una sentenza, le motivazioni sono attese tra novanta giorni, che per il Coordinamento Codice Rosso «è inaccettabile» perchè troppo lieve. Così si legge in una nota dell’associazione: «A nulla è servita la revisione del rito abbreviato, lo dimostrano le sentenze che non garantiscono la certezza della pena ma uccidono per la seconda volta le vittime e i familiari delle vittime».
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