Dell’Orletta, i pm confermano le accuse

Avviso di conclusione delle indagini per il commercialista e il figlio indagati per interesse privato negli atti di un fallimento
TERAMO. Dopo il pronunciamento di due tribunali del Riesame (l’Aquila per le misure cautelari personali e Teramo per quella patrimoniale del sequestro), c’è un primo punto a fermo a scandire la maxi inchiesta sui fallimenti. È l’avviso di conclusione delle indagini con cui i pm Stefano Giovagnoni e Silvia Scamurra confermano le accuse al 65enne commercialista rosetano Massimo Dell’Orletta e al 38enne figlio Daniele. Padre e figlio sono indagati per interesse privato negli atti di un fallimento, per un episodio di peculato e per autoriciclaggio. L’avviso riguarda solo le posizioni dei Dell’Orletta: tutte le altre sono state stralciate. Ora gli indagati (difesi dagli avvocati Fabrizio Acronzio e Gaetano Biocca) hanno venti giorni per presentare memorie o chiedere di essere sentiti (il figlio ha risposto nell’interrogatorio di garanzia mentre il padre si è avvalso della facoltà di non rispondere) e successivamente la Procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio.
Al centro dell’inchiesta sono finite operazioni attuate dal commercialista nella sua veste di curatore fallimentare o commissario giudiziale nell'ambito di procedure fallimentari. In particolare, sempre secondo l’accusa, sarebbe emerso che il professionista, avvalendosi di società costituite ad hoc in Italia e all'estero, riconducibili a lui e al figlio, avrebbe acquistato, proprio nell'ambito delle procedure fallimentari, crediti deteriorati e poi, in virtù della propria posizione di curatore, avrebbe provveduto, mediante una nuova ripartizione dell'attivo fallimentare, ad assegnare agli stessi crediti un maggiore valore economico incassando così, tramite queste società, consistenti somme di denaro.Nei giorni scorsi il tribunale del Riesame di Teramo ha ridotto l’entità del sequestro preventivo da due milioni a 526mila euro. Prima ancora si era espresso il tribunale del Riesame dell’Aquila sulle misure personali confermando gli arresti domiciliari per il padre (senza braccialetto elettronico) e revocando la misura degli arresti domiciliari per il figlio con il divieto di espatrio. Va detto che la Procura teramana ha fatto degli stralci e avviato indagini su altre procedure concorsuali.(d.p.)
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