Dentix, cure dentali lasciate a metà per trenta teramani

3 Settembre 2020

La catena di studi non ha riaperto dopo il lockdown L’associazione “Robin Hood”: «E molti avevano pagato»

TERAMO. Sono rimasti così, i più sfortunati con importanti cure odontoiatriche lasciate a metà ma già pagate. Sono i pazienti che avevano scelto la Dentix, la catena di cliniche odontoiatriche che non ha più riaperto dopo il lockdown. E lo scorso 25 giugno la società ha fatto richiesta di concordato preventivo al tribunale di Milano.
Nel frattempo sono almeno una trentina i pazienti teramani che si sono rivolti all’associazione per la tutela dei consumatori “Robin Hood” perchè sono stati lasciati a piedi dalla chiusura di uno studio della catena. Il più vicino è ad Ascoli Piceno. «Su questo studio gravitavano anche clienti teramani», spiega il presidente dell’associazione Pasquale Di Ferdinando, «che hanno pagato le cure in contanti o che hanno fatto contratti con finanziarie. E i lavori non sono stati finiti». Dentix ha chiesto un concordato “in bianco”, riservandosi fino a 120 giorni di tempo (prorogabili di altri 60) per presentare un piano, portare un acquirente o buttare la spugna.
Nel frattempo però i clienti sono rimasti con cure da completare e quindi altri soldi da pagare ad altri dentisti. «Noi abbiamo messo in mora la Dentix», spiega Di Ferdinando, «chiedendo di completare la prestazione entro 15 giorni. Trascorso questo termine, abbiamo detto che il contratto era risolto per gravi inadempienze e abbiamo chiesto alla finanziaria di annullare il contratto restituendo le somme già pagate. Ovviamente abbiamo chiesto anche il blocco dei pagamenti delle rate successive. I primi casi sono andati a buon fine. Successivamente chiederemo la restituzione delle somme per coloro che hanno pagato in contanti la Dentix».
Le somme pagate o in corso di pagamento dai teramani coinvolti variano, in media fra i 15mila e i 30mila euro. Cifre considerevoli che peraltro nel caso di finanziamento, se non pagate, comportano l’iscrizione alla Crif, cioè all’elenco dei cattivi pagatori. Sono i 57 negozi-cliniche di Dentix rimasti chiusi dopo il lockdown e centinaia in tutta Italia le persone che avevano pagato o acceso finanziamenti per cure dentali rimaste in sospeso. Tutti attendono con apprensione le decisioni del tribunale.
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