Denuncia in procura: "Sabbia inquinata sull’arenile di Roseto"

13 Settembre 2015

Sarebbe stata dragata dal porticciolo e scaricata nottetempo in un tratto di spiaggia libera. L’avvocato Di Nanna: "Qualcuno vuole aggirare le norme sullo smaltimento dei rifiuti"

ROSETO. «Un carico di sabbie scure e maleodoranti, dragate dal porticciolo di Roseto è stato scaricato sulla spiaggia lungo la battigia, dove i bagnanti portano i bambini a giocare». A denunciarlo è l’avvocato Vincenzo Di Nanna, segretario di “Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzo”, il quale si è fatto portavoce di quanto segnalato da G.B., un suo assistito, a sua volta testimone oculare dell’operazione presumibilmente illecita che ha anche fotografato.

Un’accusa molto pesante, rivolta contro ignoti, visto che non si conoscono autori ed eventuali mandanti, ma comunque in grado di far scattare indagini da parte delle autorità competenti. «G. B., che aveva presentato un primo esposto in procura il 31 agosto», spiega Di Nanna, «integra la denuncia e si rivolge ad Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi, che il mese scorso aveva denunciato lo sversamento di acque nere nel fiume Vomano, proprio nei pressi della costa. Nell’esposto precedente, G.B. aveva denunciato sabbie scure e maleodoranti dragate dal fondo del porticciolo e accumulate vicino alla banchina».

Dunque quasi una consuetudine, stando almeno a quanto denunciato dalla persona che si è rivolta a Di Nanna, fornendogli anche del materiale fotografico a supporto della sua reiterata denuncia.

«Le foto scattate nella notte del 10 settembre scorso», si legge ancora nella nota del segretario abruzzese di Amnistia, Giustizia e Libertà, «mostrano invece due camion che, raccolte le sabbie, le hanno scaricate su un tratto di spiaggia libera destinata alla balneazione, per poi spargerle e livellarle».

L’episodio descritto, qualora confermato da riscontri oggettivi, sarebbe di una gravità estrema in quanto rappresenterebbe un rischio reale per i numerosi villeggianti, in particolare bambini, che frequentano quel tratto di spiaggia, individuato nella zona sud del pontile, poco distante dal locale ufficio marittimo.

Un elemento che potrebbe avvalorare la denuncia di G.B. è rappresentato dal fatto che i lavori sarebbero stati eseguiti di notte, come si evince dalle foto fornite dallo stesso, peraltro piuttosto confuse e di difficile interpretazione.

«Gli eventuali danni per la salute sono ancora da verificare», aggiunge Di Nanna in merito alla denuncia, «ma quel che è certo è che le spiagge abruzzesi sembrano sempre più esposte a tentativi di aggirare le normative per lo smaltimento dei rifiuti, rischiando così di danneggiare l'ambiente e il turismo in modo irreparabile. Sono convinto che la procura indagherà con la dovuta attenzione e auspico ancora una volta un intervento delle istituzioni regionali a tutela dell'ecologia e della salute dei cittadini».

Federico Centola

©RIPRODUZIONE RISERVATA