Detenuti aggrediscono due agenti

24 Febbraio 2018

Gli episodi a distanza di poche ore. Nigeriana sbatte la testa di una poliziotta contro l’inferriata, ispettore preso a pugni

TERAMO. E’ uno degli istituti penitenziari più sovraffollati della regione e due agenti aggrediti in poche ore raccontano una realtà sempre più difficile. Succede a Castrogno dove giovedì sera una 56enne agente di polizia penitenziaria è stata malmenata da una detenuta nigeriana che le ha sbattuto la testa contro le inferriate della cella. A soccorrerla la sua collega di lavoro. Per l’agente uno svenimento, sette giorni di prognosi e uno stato di ansia e paura che difficilmente l’abbandoneranno. Ieri è stata la volta di un agente colpito in faccia da una raffica di pugni sferrata da un detenuto.
Perchè nel carcere teramano gli agenti di polizia continuano ormai da mesi a saltare riposi e ferie per garantire servizi visto il numero ridotto (sono 150 a fronte di una pianta organica che avrebbe dovuto prevederne 216) e gli allarmi lanciati ormai da mesi dai sindacati sembrano caduti nel vuoto. Una realtà che accomuna Teramo a tante altre emergenze nazionali e che qui s’incrocia, così come anche altrove, con i drammatici numeri del sovraffollamento dei detenuti. Attualmente sono 390 a fronte di una capienza di 270 e tali resteranno nonostante i numerosi provvedimenti di infrazione fatti dalla Corte europea all’Italia proprio sul tema del sovraffollamento degli istituti penitenziari. Perchè in questo Paese il passato non insegna mai.
La prima aggressione si è verificata nella tarda serata di giovedì, quando l'agente di polizia penitenziaria stava provvedendo all'apertura della cella per permettere a una detenuta di uscire per essere accompagnata in infermeria. È stato allora che l'altra donna rinchiusa nella stessa cella, una straniera che nei giorni scorsi aveva tentato di aggredire un'altra agente, ha strattonato con violenza l'assistente e l'ha malmenata tirandola per i capelli e percuotendola più volte in testa e al volto. In suo soccorso è intervenuta la collega di turno. Nella giornata di ieri la seconda. Episodi che sollevano nuovamente le proteste dei sindacati. In particolare Sappe e Uil penitenziaria tornano a sollecitare interventi immediati. «Solo per un caso la fortuna ha voluto che di colleghe impegnate nel servizio presso il reparto femminile fossero due», afferma Mauro Nardella, vice segretario regionale della Uil penitenziari, «la carenza d'organico nel reparto femminile è dettata anche e soprattutto da una cattiva ridistribuzione delle quote rosa in Abruzzo: ne troviamo troppe a Sulmona e Pescara, dove non ci sono reparti detentivi per donne e troppo poche a Chieti e Teramo, dove le sezioni femminili ci sono e sono anche sovraffollate. Non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere qualora, come spesso accade, a prestare servizio in quella sezione fosse stata la sola e malcapitata collega». E dopo il secondo episodio la Uil annuncia la proclamazione dello stato di agitazione.
Torna a sollecitare interventi il Sappe con il segretario provinciale Giuseppe Pallini che solo qualche giorno fa aveva lanciato l’allarme del sovraffollamento e della carenza di agenti di polizia penitenziaria. «La detenuta in questione anche nei giorni precedenti aveva tentato di aggredire un’altra agente ma era stata prontamente bloccata. Purtroppo le nostre segnalazioni che a Teramo sono assegnati numerosi detenuti ingestibili non vengono prese in considerazione dal Provveditorato regionale di Roma che imperterrito continua ad inviare soggetti riottosi da altri istituti e queste sono le conseguenze. Mancano agenti di polizia penitenziaria e se non accadono più tragedie di quelle che già avvengono è solamente grazie ai poliziotti penitenziari. Un esempio su tutti: negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della polizia penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 18mila tentati suicidi ed impedito che quasi 133mila atti di autolesionismo potessero avere conseguenze drammatiche».
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