Detenuti studenti, nuovi progetti

10 Ottobre 2024

Domani un convegno sui percorsi formativi dei Poli universitari penitenziari

TERAMO. “I percorsi formativi dei Poli Universitari Penitenziari per l’inclusione e la sostenibilità sociale” è il titolo del convegno che si svolgerà domani alle 10 nella sala lauree del polo “D'Annunzio” dell’università di Teramo. Il dibattito sarà aperto dal rettore Dino Mastrocola, dall’assessore regionale alle politiche sociali Roberto Santangelo, dal presidente Adsu Teramo Vincenzo Di Giacinto e dall’ex garante regionale dei detenuti Gianmarco Cifaldi. Interverranno il presidente della Conferenza nazionale dei delegati dei rettori ai Poli penitenziari Giancarlo Monina, il garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Irma Conti e il vice capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Lina Di Domenico con i rappresentanti della magistratura di sorveglianza, degli istituti di pena di Teramo e Sulmona. Nel corso dell’incontro sono previste testimonianze dirette di alcuni studenti, sia in presenza che collegati in videoconferenza dalla Casa di reclusione di Sulmona e verrà presentata dal direttore Alberto Mochi Onori l’attività del Pastificio Futuro che dà lavoro ai detenuti nel carcere minorile di Casal del Marmo di Roma e che sta collaborando con il dipartimento di Bioscienze dell’università di Teramo per gli aspetti tecnologici della produzione. «Il Polo universitario penitenziario del nostro ateneo la cui crescita è stata fortemente voluta e sostenuta dal rettore Mastrocola opera nella casa circondariale di Teramo e in quella di Sulmona», ha spiegato il delegato Emilio Chiodo, «gli iscritti all’anno accademico 2023/24 sono stati 55, con 10 nuove immatricolazioni rispetto all’anno precedente, di cui 40 a Sulmona, 14 a Teramo e 1 nella Casa circondariale dell’Aquila in regime di 41bis». Sul convegno ha evidenziato l’importanza «di approfondire la riflessione sul ruolo della formazione universitaria nel percorso educativo delle persone detenute che chiama in causa le istituzioni, il territorio e la società civile per la creazione di possibilità di reinserimento lavorativo». Al termine dell’incontro ci sarà una tavola rotonda. (a.d.f.)