Detenuto morto in cella per cause naturali

11 Gennaio 2017

TERAMO. E’ stato molto probabilmente un problema cardiaco di natura congenita a provocare la morte di Rachid Jnhaic, il detenuto tunisino di 32 anni che lunedì mattina è stato trovato senza vita...

TERAMO. E’ stato molto probabilmente un problema cardiaco di natura congenita a provocare la morte di Rachid Jnhaic, il detenuto tunisino di 32 anni che lunedì mattina è stato trovato senza vita nel carcere di Castrogno. Così ha stabilito l’autopsia disposta dal pm di turno Bruno Auriemma ed eseguita ieri pomeriggio dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra e dal tossicologo Rino Froldi a cui sono stati delegati gli accertamenti tossicologici disposti sempre dall’autorità giudiziaria per casi di questo genere.

L’uomo era arrivato qualche mese fa dal carcere di Avezzano e doveva scontare una condanna legata a reati connessi alla droga e a furti. Avrebbe finito di scontare tutta la pena nel 2019. La richiesta di segnalazione è scattata intorno alle 7 di lunedì e sul posto sono subito intervenuti il personale medico e infermieristico della struttura carceraria e un'ambulanza del 118, ma per l'uomo non c'è stato nulla da fare. A dare il primo allarme sono stati gli agenti di polizia penitenziaria che non lo hanno visto alzarsi per fare colazione e sono entrati nella cella in cui l’uomo era solo. Ma quando sono andati vicino alla branda per Jnhaic non c'era più nulla da fare. L’autopsia eseguita ieri pomeriggio ha confermato la morte per cause naturali, così come ipotizzato in un primo momento: sul corpo non sono stati trovati segni di violenza. Il pm ha dato il nulla osta per la sepoltura.

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