Detriti spiaggiati, per Rasicci devono pagare tutti i Comuni

Il leader del centrodestra invita il sindaco di Alba Adriatica a chiedere l’istituzione di un fondo Pena l’uscita della città dall’Unione. «Lo stesso dovrebbe fare Martinsicuro, la costa è parte lesa»
ALBA ADRIATICA. Insieme ai detriti spiaggiati sull'arenile dalla piena del Vibrata sono tornate anche le polemiche, più forti che mai. «Devono essere tutti i Comuni attraversati dal torrente a risolvere il problema, altrimenti ad Alba Adriatica, ma anche a Martinsicuro, conviene uscire dall'Unione dei Comuni della Val Vibrata». A parlare è Renato Rasicci, ex vicepresidente della Provincia ed esponente di primo piano del centrodestra albense, che segnala la necessità dell'istituzione di un fondo dedicato esclusivamente a questa problematica che da anni condiziona pesantemente i bilanci dei Comuni costieri. Spiega Rasicci: «In passato ci provò la Provincia a rimborsare i Comuni della costa delle centinaia di migliaia di euro necessarie per rimuovere lo spiaggiato, ma adesso, visto che le forti mareggiate sembrano avvenire più frequentemente, è necessario che anche i Comuni dell'entroterra si impegnino nel risolvere il problema, smettendo di lasciare tutto l'onere alla costa. Innanzitutto facendo prevenzione vera, ripulendo costantemente il letto del Vibrata dai detriti nella porzione di torrente che appartiene al proprio territorio. Poi facendosi carico economicamente dello spiaggiato che arriva comunque in mare e rimane accumulato sulla costa albense e martinsicurese».
Più che agli altri Comuni e all'Unione, però, le parole di Rasicci sembrano indirizzate soprattutto al sindaco di Alba Adriatica Tonia Piccioni, che viene spronata dall'ex amministratore provinciale a «chiedere con forza l'istituzione del fondo all'Unione dei Comuni». Rasicci continua proponendo alla Piccioni di mettere sul piatto la minaccia dell'uscita dall'Unione: «Alba Adriatica, così come Martinsicuro, è uno dei Comuni che versa più contributi alla realtà che riunisce i 12 territori vibratiani: se l'Unione rimane una realtà astratta e poi abbandona i territori in ambiti come questo, allora Alba Adriatica ha tutta la convenienza economica a sbattere la porta ed andarsene. E poi ad intraprendere vie legali contro i Comuni dell'entroterra: la costa è parte lesa».
L'intervento forte di Rasicci sullo spiaggiato, così come quello di pochi giorni fa sul rischio chiusura dello Iat, segnalano un cambio di strategia importante dell'ex vicepresidente provinciale: padre fondatore della lista di centrodestra con cui la Piccioni si è candidata e ha vinto le elezioni nel 2013, per anni Rasicci ha scelto il silenzio, per ora tornare, mostrando i propri distinguo, ad indicare pubblicamente e con forza la linea che dovrebbe intraprendere l'amministrazione comunale su alcuni argomenti critici. Tutto questo mentre continuano i fitti contatti con la segreteria del Partito Democratico guidata da Gabriele Viviani.
Luca Tomassoni
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