Di Addezio lascia la maggioranza

Alba, il consigliere di Fratelli d’Italia: «Poca considerazione per il mio lavoro»
ALBA ADRIATICA. Nozze finite fra Fratelli d’Italia e l’amministrazione Piccioni. Il consigliere Roberta Di Addezio si sposta sui banchi dell’opposizione.
In settimana la Di Addezio rimetterà i due incarichi agli eventi e al demanio nella mani del sindaco Tonia Piccioni. «Nulla di personale verso l’avvocato Piccioni e verso i singoli componenti della ormai mia ex maggioranza verso cui nutro stima, ma prendo le distanze dall’azione politica ingaggiata dal sindaco e dalla sua giunta», spiega il consigliere Di Addezio, «è venuto meno un rapporto di fiducia che avrebbe dovuto caratterizzarci. Anzi, proprio nei miei confronti ho notato poca considerazione in ordine al mio lavoro ed alle proposte da me intraprese che finivano per essere ostacolate o stravolte dalla giunta che nessun contributo ha dato agli eventi della cui organizzazione mi sono occupata, a partire dalla prima edizione delle Frecce Tricolore per passare alla celebrazione dei sessant’anni di Alba Adriatica. Pertanto se il mio ruolo deve essere marginale, non vedo quale contributo più possa dare a questa amministrazione. Rimetterò gli incarichi nelle mani del sindaco e mi collocherò all’opposizione per poter liberamente incidere nell’azione amministrativa tenendo fede alla linea politica del mio partito, alla mia coerenza personale e al patto sottoscritto con i cittadini elettori». Il consigliere, poi, in una nota aggiunge: «L’uscita è una decisione maturata dopo una lunga e meditata valutazione scaturita innanzitutto dal mancato rispetto del programma elettorale della lista "Movimento per Alba". A partire dal punto "partecipazione e trasparenza" in cui erano previsti incontri semestrali con i cittadini dei quartieri e le principali organizzazioni di categoria. Ad oggi ne è stato svolto solo uno. "Partenariato e sussidiarietà" col quale si sarebbe dovuto valorizzare il rapporto con le associazioni e sostenerle, la programmazione urbanistica carente, la realizzazione di opere pubbliche con investimenti pubblico-privati mai partiti, il rilancio del comparto turismo anche attraverso maggior decoro e pulizia della città, la mancata modifica dello statuto comunale che il sindaco in primis si era impegnata a modificare per conferire, in maniera totalmente gratuita, le deleghe ai consiglieri di maggioranza».(a.d.p.)
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