Di Bartolomeo: «Sul sociale Roseto non è inadempiente»

28 Novembre 2018

ROSETO. «Non è vero che il Comune di Roseto è inadempiente con i pagamenti per i servizi sociali». Non ci sta l’assessore Luciana Di Bartolomeo a subire le accuse dei sindaci dell’Unione dei Comuni e...

ROSETO. «Non è vero che il Comune di Roseto è inadempiente con i pagamenti per i servizi sociali». Non ci sta l’assessore Luciana Di Bartolomeo a subire le accuse dei sindaci dell’Unione dei Comuni e risponde con cifre, come i 315mila euro versati per il periodo da aprile a luglio 2018. «L’Unione ha cominciato a liquidare le cooperative ad agosto», precisa, «e fino al 6 novembre sono stati pagati 273mila euro anche per i servizi gestiti dalle cooperative dell’ex ambito. Il che significa che all’Unione dei Comuni avanzano 42mila euro da spendere». Gli uffici del Comune avrebbero dato mandato di corrispondere all’Unione ulteriori 394mila euro per il periodo da agosto a dicembre 2018.
«Venerdì scorso», spiega l’assessore, «hanno disposto il pagamento di questa seconda tranche nonostante non ci siano ancora stati forniti i chiarimenti richiesti all’Unione nelle scorse settimane su alcuni rimborsi al personale, così come non ci è stata fornita nemmeno una rendicontazione analitica su come sia stata utilizzata la prima tranche liquidata. È evidente come le accuse che ci vengono mosse sui pagamenti siano solo pretestuose e tese a gettare fango su un ente che negli anni si è distinto proprio per il suo virtuosismo nel sociale». Di Bartolomeo replica all’Unione anche sulla presunta interruzione di molti servizi. «Non è vero che non ci sono state disfunzioni», aggiunge, «perché non è mai stata attivata l’idroterapia che avevamo chiesto, così come non è mai stato formalizzato l’affidamento per il centro anziani. Stessa cosa per il contributo agli indigenti: sono mesi che chiediamo l’avviso, ma è stato pubblicato solo lunedì dopo le nostre polemiche». Anche il sindaco Sabatino Di Girolamo interviene in difesa dell’assessore e non nasconde il suo disappunto per i difficili rapporti con l’Unione. «Sono stato tempestosi sin dall'inizio», afferma, «è stato un matrimonio imposto da una legge regionale e mal riuscito, come certifica l'assessore che ha la mia massima fiducia. Il Comune non può più tollerare l’imposizione di comportamenti dannosi per le fasce più deboli. Intendiamo prendere provvedimenti». (l.v.)
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