Di Bonaventura chiede unità: «Sfide decisive per il futuro»

TERAMO . «I prossimi mesi saranno determinanti rispetto alle azioni che si svilupperanno in questo territorio negli anni futuri. È una rifondazione delle Province che può essere realizzata solo se...
TERAMO . «I prossimi mesi saranno determinanti rispetto alle azioni che si svilupperanno in questo territorio negli anni futuri. È una rifondazione delle Province che può essere realizzata solo se abbattiamo gli steccati ideologici e se adottiamo una visione quanto più ampia e condivisa possibile.
L’emergenza sanitaria non è finita; la nuova ondata pandemica per quanto meno invasiva per la salute impone molta prudenza e certamente continuerà a produrre effetti negativi sull’economia mondiale e del Paese: questo consiglio si troverà a operare in un contesto sociale e produttivo in affanno investito di una responsabilità istituzionale paragonabile solo a quanto accaduto dopo la Seconda guerra mondiale». Il presidente Diego Di Bonaventura ha lanciato questo messaggio al consiglio che si è insediato ieri dopo le elezioni del 18 dicembre. In aula ha illustrato le sue “linee di mandato” contenute in un documento con molti richiami alla attualità: progetti già finanziati con i fondi straordinari, quelli da programmare, la questione Gst, la difesa del sistema acqua con il dissenso sulla proposta di far confluire la Ruzzo Reti in una società unica regionale, la questione della mancata rappresentanza di genere in consiglio e una serie di obiettivi da raggiungere entro fine mandato.
Mandato, quello del presidente, che non coincide con quello del consiglio: per una sfasatura nella legge Delrio e nei suoi regolamenti attuativi, Di Bonaventura ieri ha varato il suo terzo consiglio. Il presidente concluderà l’incarico da sindaco di Notaresco a giugno 2023, mentre il consiglio da poco eletto scadrà alla fine dell’anno: «È la testimonianza più evidente dei danni compiuti da legislatori frettolosi», ha sottolineato lo stesso Di Bonaventura. Tutti confidano nella «controriforma» proposta dall'Upi e sulla quale c’è una larga convergenza sia nel Governo che nel Parlamento: presidente e consiglieri si augurano che arrivi nelle prime settimane del 2022. Come adempimento iniziale, dopo la convalida degli eletti, sono stati nominati i capigruppo: Gennarino Di Lorenzo (consigliere uscente) per “La forza del Territorio per Diego presidente”; Lanfranco Cardinale per “RenewTeramo” e Mauro Scarpantonio per “La casa dei Comuni”. Due consiglieri, Luca Pilotti e Lanfranco Cardinale, hanno partecipato da remoto alla seduta d’insediamento.
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