Di Carlo: «Giulianova è ferma Perdiamo hotel e posti letto»

6 Novembre 2017

Il presidente della consulta per il turismo e albergatore lancia un allarme sul futuro del settore «Una volta potevamo competere con San Benedetto del Tronto, adesso il paragone è improponibile»

GIULIANOVA . Una città ferma da anni dove l’unico movimento che si registra è quello del lento inesorabile declino. È questo, in sintesi, il crudo pensiero di Marco Di Carlo, presidente della consulta del turismo e noto albergatore, che auspica, soprattutto per l’immediato futuro, una decisa inversione di rotta per il bene di Giulianova, dei giuliesi e delle loro attività produttive. «Come operatori del settore turistico», dice Di Carlo, «responsabilmente abbiamo chiesto da tempo all’assessore Fabrice Ruffini un incontro al fine di poter rappresentare le nostre idee e cercare di programmare per la stagione 2018 delle iniziative che possano incidere positivamente nella crescita della domanda a beneficio di tutte le imprese economiche presenti sul territorio. Restiamo in attesa fiduciosi di quanto richiesto confidando nella sensibilità dell’assessore». Intanto annuncia una riunione plenaria della consulta per fare il punto sulla situazione e riprendere il bandolo della matassa rappresentata dalle ottanta pagine di proposte presentate qualche mese fa che nessuno, per pigrizia o mancanza di fondi, ha voluto esaminare o prendere in considerazione. Secondo il presidente della consulta del turismo Giulianova ha perso nel tempo diversi posti letto nell’ambito della ricettività e «non è escluso», ammonisce Di Carlo, «che in un prossimo futuro la città possa perdere qualche altro albergo per cambio di destinazione d’uso. Questo ovviamente non sarebbe una buona cosa per l’economia del turismo. Purtroppo non esiste progettualità e non c’è certezza di cosa si voglia fare di Giulianova. Negli anni ‘60 eravamo alla pari o quasi con San Benedetto de Tronto, mentre oggi il paragone è improponibile. Una cittadina con un esiguo numero di abitanti non ha possibilità di espandere servizi e quant’altro. L’ideale sarebbe portare la popolazione residente a 40 mila abitanti e tanti problemi sarebbero di conseguenza superati autonomamente». Di Carlo parla anche della prossima introduzione dell’imposta di soggiorno e sottolinea: «Da parte nostra possiamo riaffermare che va rivisto e rivisitato in alcune pari essenziali il regolamento che presiede l’imposta. Come consulta siamo stati propositivi ed abbiamo indicato anche una via maestra da seguire. Una buona parte degli incassi dovrà essere destinata a supporto di una valida progettualità che riguardi essenzialmente l’ambito turistico. Abbiamo chiesto più di una volta che almeno il 40/50% del gettito che scaturirà dall’imposta di soggiorno vada investito in iniziative che abbiano lo sviluppo turistico come minimo comune denominatore. Speriamo che l’amministrazione comunale sia sensibile rispetto a tale problematica».
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