Di Carlo: «Turismo in calo anche a luglio e agosto»

5 Agosto 2017

Il presidente della consulta parla di una diminuzione del 10-15% delle presenze La proposta: «Dobbiamo rilanciare il marchio “Costa Blu” da Martinsicuro a Silvi»

GIULIANOVA. Rilanciare il marchio “Costa Blu” diventa prioritario ed essenziale per scommettere in positivo sul futuro del turismo sul litorale teramano. Questo è il pensiero di Marco Di Carlo, presidente della consulta del Turismo di Giulianova che sottolinea: «Qualche anno fa avemmo quella splendida intuizione, quella di creare il brand “Costa Blu” che individuava con un unico messaggio le potenzialità, legate ad un’emozione, delle sette sorelle della costa aprutina, da Martinsicuro a Silvi. Purtroppo quel contenitore è rimasto sempre vuoto e così quel patto è venuto meno». Dai dati in suo possesso, le presenze turistiche complessive a Giulianova hanno subito una sensibile flessione, con maggio e giugno di molto al di sotto delle passate stagioni. In luglio ed agosto (tenuto conto delle prenotazioni in arrivo) il calo sarebbe più contenuto, ma comunque significativo, tra il 10 e il 15%. Così commenta il presidente della Consulta: “L’evento sismico che ha colpito l’Abruzzo ha creato incertezza, soprattutto tra quei clienti del nord Europa che non hanno fatto distinzione tra zone interne della nostra provincia e le città marinare», per cui «molti turisti tedeschi, olandesi, danesi e russi hanno preferito altre mete a noi concorrenti. Ma Di Carlo parla anche di mancata promozione di sostegno da parte di chi è deputato a questo. La parola d’ordine, oltre all’affermazione del marchio “Costa Blu” è la destagionalizzazione. «Esattamente come accadeva anni fa», aggiunge, «quando a maggio, giugno e settembre le nostre spiagge, al contrario di oggi, erano frequentate da numerosissimi turisti stranieri. Non si può, per tanti motivi, mantenere in piedi una struttura ricettiva con gli introiti di soli due mesi. E’ praticamente impossibile». E a Giulianova? “Qui manca programmazione e la politica non aiuta a migliorare la situazione trovandoci con una città ingessata da anni», dice Di Carlo che chiede, tra l’altro, per settembre un tavolo di concertazione per discutere dell’imposta di soggiorno. «L’imposta non può essere utilizzata per coprire i buchi di bilancio o per la manutenzione delle strade», sostiene l’albergatore, «ed il regolamento emanato lo scorso anno è il peggiore che possa esistere. Gli introiti vanno investiti in funzione turistica». Il presidente della consulta auspica che in tempi brevi diventi operativo una Dmc tra operatori del settore per sfruttare appieno anche le aree interne della nostra provincia.
Alfonso Aloisi
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