Di Centa: «Scioglimento inevitabile»
Il sindaco di Montorio attende le decisioni della prefettura. «Io non mi dimetto, peggiorerei le cose»
MONTORIO. Il giorno dopo le dimissioni di cinque consiglieri di maggioranza e due di opposizione che hanno provocato un terremoto nell’amministrazione guidata dal sindaco Gianni Di Centa è proprio quest’ultimo a parlare. E lo fa partendo dall’impossibilità del consiglio di funzionare regolarmente. «La surroga è prevista», spiega il primo cittadino riferendosi ala possibilità di sostituire i consiglieri dimissionari, «ma non può funzionare. Non posso che attendere». L’ultima parola, infatti, spetta alla prefettura, che a stretto giro con molta probabilità commissarierà il Comune di Montorio. Di Centa, dal canto suo, non intende dimettersi: «Sarebbe un tradimento nei confronti dei cittadini. Se mi dimettessi, allungherei anche i tempi del commissariamento, perché avrei 20 giorni di tempo per revocarle. Il mio non è attaccamento alla poltrona, perché è una poltrona scomoda». E sulle dimissioni dei sei componenti del suo gruppo, aggiunge: «Sono degli irresponsabili perché lasciano un paese in ginocchio. Non si rendono conto delle grosse difficoltà che ci saranno nel portare avanti progetti e attività, se manca chi si assume la responsabilità amministrativa» Su una possibile candidatura il sindaco risponde: «In questo momento non è nei miei pensieri. Non mi interessa, mi preme solo chiudere ciò che è rimasto in bilico». Le dimissioni hanno destato non poco stupore da parte dei componenti della minoranza. «Questa è una crisi al buio, che Montorio non meritava», dice Ugo Nori della lista civica “Insieme per Montorio”, «in un momento come questo, in cui doveva partire la ricostruzione». Sui dimissionari dice che «sono tutti bravi ragazzi che stimo sul piano personale, ma che non condivido su quello politico. Per una tessera metti in gioco un paese? Si poteva continuare ad amministrare questo paese trovando le giuste misure e soprattutto discutendone in consiglio comunale» . E di mancanza di comunicazione ha parlato anche il consigliere Aldo Coccagna della civica “Montorio nel cuore”: «C’erano problemi personali all’interno del gruppo e non politici. Ma la politica esula dall’amicizia». Per Massimo Rastelli, ex consigliere di “Si può fare” che ha costituito gruppo a sé la scorsa estate, è stato un fulmine a ciel sereno: «È irrazionale e irragionevole ciò che è avvenuto. Sinceramente la cosa mi ha colto di sorpresa. A fine anno tutti loro hanno votato all’unanimità il cimitero che vincola il Comune per 30 anni e poi il bilancio». E Rastelli sottolinea come il gruppo dimissionario avrebbe dovuto portare il dibattito in consiglio, dove eventualmente poteva fare una mozione di sfiducia al sindaco.
Catia Di Luigi
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