Di Dalmazio e Cavallari: «Nessun patto»

I due smentiscono una convergenza ma non chiudono le porte a trattative. Il Popolo della Famiglia andrà con Morra
TERAMO. Si passerà da otto a sette candidati sindaci, l’ulteriore riduzione a sei resta una possibilità. Se la convergenza del Popolo della Famiglia su Giandonato Morra viene data come certa negli ambienti del centrodestra, i due leader civici Mauro Di Dalmazio e Giovanni Cavallari smentiscono le voci – insistenti – di un possibile accordo che vedrebbe uno dei due fare il classico “passo di lato” per convergere sull’altro. Ma non chiudono le porte.
Di Dalmazio ieri al Centro ha detto: «Non c’è niente di vero, noi abbiamo la nostra proposta e siamo partiti. Se qualcuno vuole condividerla è aperta a tutti e inclusiva, ma non abbiamo parlato con nessuno». Se si fa notare a Di Dalmazio che lo spazio politico occupato dal cosiddetto “civismo” a Teramo si è fatto strettissimo, e che quindi aggregare le forze sarebbe logico per chi punta a governare la città, lui obietta: «Secondo me lo spazio c’è. Abbiamo un programma di grande respiro, siamo convinti di poter dare un futuro alla città. Deve passare un messaggio di proposta, non il governare con i soli numeri».
Quanto a Cavallari, la sua risposta è: «Non c’è nulla di vero, come non era vero che ero il candidato del Pd. Di Dalmazio? È un campione del civismo, il primo che ha portato le liste civiche a Teramo. Ma finora non abbiamo mai parlato. Ascolteremo chiunque voglia parlare con noi, ma il nostro progetto va avanti. Con quante liste? Una è chiusa, al momento non posso dire se farò la seconda ma ho trovato tante disponibilità». Di certo c’è che l’appoggio a Cavallari dell’area tancrediana, annunciato da Giorgio D’Ignazio giorni fa, sembra sfumato nel nulla. «C’era stato un avvicinamento», dice Cavallari, «in virtù del fatto che sarei stato il candidato del Pd, poi non c’è stato più nulla. Mai seduti a un tavolo». Gli ex assessori e consiglieri comunali del defunto Ncd (Cozzi, Tiberii, Corona e Pompilii) si candideranno nelle liste a sostegno di Morra, è ancora da stabilire in quali ma è sicuro.
Cavallari torna anche sulla consultazione di sabato in casa Pd, che ha decretato l’appoggio dei Dem a Gianguido D’Alberto, e scrive in una nota: «Meno del 50% degli aventi diritto si è recato a votare e, fra questi, il 60% circa ha preferito seguire una strada diversa dalla mia. Però, tra gli iscritti di questo partito, ce ne sono almeno 101 che avrebbero voluto me come sindaco. A loro mi rivolgo, per ringraziarli di aver avuto il coraggio di andare liberamente contro corrente. A loro mi rivolgo – e non solo – per ribadire che la mia porta è aperta e sono pronto ad accogliere tutti quelli che vorranno condividere il mio progetto».
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