Di Dalmazio: noi saremo all’opposizione

19 Giugno 2018

L’ex candidato civico nega possibili intese con gli schieramenti principali. Quagliariello non condivide: no agli egoismi

TERAMO. Il tempo degli apparentamenti è finito, quello per accordi politici di altro tipo non ancora, ma un dato è sicuro: Mauro Di Dalmazio, comunque vada il ballottaggio di domenica, siederà tra i banchi dell’opposizione. Con l’11,5% dei consensi ottenuti al primo turno, che traduce in percentuale 3.500 voti, l’ex candidato sindaco di “Al centro per Teramo” e “Azione politica” è già a pronto al confronto in aula con gli schieramenti principali da cui ha preso le distanze con il suo progetto civico. Il risultato di domenica prossima non cambierà, dunque, le sorti del gruppo che Di Dalmazio rappresenta. Oltre lui in consiglio entrerà Graziano Ciapanna a prescindere se il nuovo sindaco sarà Giandonato Morra per il centrodestra o Gianguido D’Alberto per il centrosinistra. «In ogni caso faremo opposizione», chiarisce l’ex candidato sindaco, «non ci sono stati apparentamenti, come avevamo anticipato in campagna elettorale e dopo il primo turno, e non nasceranno intese successive in cui saremo coinvolti».
Di Dalmazio rivendica «l’ottimo risultato di domenica scorsa» e la fedeltà alla proposta messa in campo poco più di un mese e mezzo fa, quando ha deciso di sfidare i blocchi principali in corsa per il Comune con la sua storica lista civica e quella del movimento regionale che fa capo a Gianluca Zelli e rappresentata in città dall’ex assessore Rudy Di Stefano. «Siamo coerenti», tiene a sottolineare Di Dalmazio, «il nostro progetto non è negoziabile e le coalizioni al ballottaggio non rispondono alle caratteristiche che abbiamo indicato». Il gruppo fuoriuscito dal centrodestra, insomma, si chiama fuori dalle trattative per eventuali intese last minute che facciano pendere il piatto della bilancia dalla parte di Morra o di D’Alberto. La decisione però non piace a Gaetano Quagliariello, senatore di centrodestra e fondatore del movimento “Idea” di cui fa parte anche Di Dalmazio. «Non è una cosa che mi ha messo in imbarazzo, è una scelta che non mi ha visto d'accordo», fa sapere il parlamentare che sostiene Morra, a margine dell’inaugurazione all’Aquila della sede regionale della fondazione Magna carta. «Non farò mai fuoriuscire il mio impegno dai confini di una ricostruzione del centrodestra», spiega Quagliariello che non risparmia una stoccata a Di Dalmazio. «Credo che il civismo non debba diventare egoismo», sottolinea, «ma debba diventare nutrimento della buona politica, per questo anche in questi giorni sono impegnato affinché Morra possa diventare sindaco».
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