Di Giosia: «Così cambierò gli ospedali»

«Rotazioni per ovviare alla grave carenza di personale e strategia a tutto campo per ridurre le liste di attesa»
TERAMO. Terminata la fase acuta dell’emergenza Covid, Maurizio Di Giosia può avviare il suo progetto di riassetto degli ospedali e più in generale della sanità teramana.
LA CARENZA DI PERSONALE. Il problema più impellente da risolvere riguarda la carenza di personale. «Una carenza che riguarda tutti i quattro gli ospedali, sia quello “hub”, cioè di Teramo che i tre “spoke” e che investe in particolari alcuni settori come anestesia, chirurgia, ortopedia e pronto soccorso», esordisce il direttore generale, «per farvi fronte organizzeremo in maniera diversa la rete ospedaliera. In ognuno degli ospedali “spoke” avremo reparti di medicina, anestesia e ortopedia, al di là di altre attività che andremo a implementare. Ma si dovrà fare i conti con la grave carenza di anestesisti, che va a incidere sul numero di interventi che si possono svolgere. Si pensi che i 38 anestesisti in totale devono gestire tutte le sale operatorie e le rianimazioni della Asl. Per cui stiamo creando una rete che vada a gestire ad esempio le Chirurgie e Ortopedie in ambito aziendale, con una rotazione nell’ambito dell’azienda. Ottimizzeremo in sostanza l’utilizzo delle risorse di personale molto scarse intervenendo sull’organizzazione, favorendo cioè un interscambio, nel rispetto di discipline e profili professionali, di tutto il personale in ambito dipartimentale».
REPARTI VECCHI E NUOVI. Di Giosia parla poi di un potenziamento della Cardiochirurgia e Neurochirurgia «due perle di questa azienda. Ad esempio sono arrivati tre giovani cardiochirurghi. Dalle nuove leve ci aspettiamo che portino innovazione con nuove tecniche operatorie. Accanto, ovviamente è importante anche l’innovazione tecnologica». Un altro settore da potenziare, anzi da creare quasi dal nulla, è la riabilitazione con posti letto «in vari settori da quella ortopedica, a quella neurologica a quella cardiologica». E parallelamente la lungodegenza: «La attiveremo a Giulianova con una convenzione con l’Università dell’Aquila già sottoscritta, a cui si deve dare solo attuazione», annuncia il direttore generale. E poi individua fra i settori “di punta” Urologia, Oculistica, Endoscopia, Otorino.
Nell’ambito del programma di riordino degli ospedali – che, precisa, devono essere riservati solo alle acuzie, quindi accanto ci dovrà essere un notevole potenziamento delle strutture sul territorio – ci sono i dieci concorsi da primario, già banditi e alcuni in via di espletamento. «Prenderemo solo il meglio: il primario è fondamentale per l’organizzazione del reparto. Completeremo al più presto l’assetto di tutte le unità operative complesse», annuncia il manager.
LE LISTE DI ATTESA. Ma per il direttore generale un altro obiettivo prioritario è ridurre le liste di attesa, lievitate nei tre mesi di fermo quasi totale dell’attività ambulatoriale: «Sono un problema non risolvibile in breve tempo. Stiamo mettendo in campo tutte le possibili strategie e strumenti contrattuali e normativi (un esempio sono le sedute incentivate, ndr) per riuscire a recuperare le prestazioni non erogate durante il lockdown, senza nel contempo ridurre l’erogazione dell’assistenza richiesta attualmente. Ovviamente è difficile incrementare le attività oltre certi limiti, stante la vigenza di tutte le misure per il contrasto al propagarsi del virus». Le precauzioni, dal distanziamento sociale alla necessità di sanificare locali e attrezzature, impediscono di fare grandi numeri per smaltire le liste di attesa. Questo obiettivo basilare, insieme ad un altro, che riguarda gli screening e quindi la prevenzione, induce il manager a introdurre un altro argomento.
L’ATTO AZIENDALE. Per rivedere l’assetto degli ospedali Di Giosia annuncia che è in corso una revisione dell’atto aziendale in base alle nuove esigenze adeguandolo ai progetti per il futuro della sanità teramana. «E’ necessario per meglio calibrarlo sulle necessità attuali e nella logica dello sviluppo futuro in termini di miglioramento di qualità dell’assistenza», osserva.
In definita «la sanità teramana deve tornare ad essere il fulcro di quella regionale: è questo il fulcro della mia azione programmatica. Lo dobbiamo a tutti i teramani», conclude Di Giosia.
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