Di Girolamo caccia dalla giunta i due assessori legati a Ginoble

Nomine revocate a Petrini e Vannucci. Il sindaco: «Era inevitabile, si sono candidati contro di me» La replica: «Decisione vile e cervellotica, la spaccatura in maggioranza era nota da tempo»
ROSETO. A meno di un mese dalle elezioni amministrative di Roseto il sindaco Sabatino Di Girolamo, ricandidato per il secondo mandato con la coalizione del Partito democratico, ha revocato le deleghe e la nomina agli assessori Nicola Petrini e Orazio Vannucci, candidati con la coalizione che appoggia il candidato sindaco Tommaso Ginoble.
L’ACCUSA. La spaccatura all’interno della maggioranza era già nota da tempo, ma il primo cittadino ha atteso l’ufficialità della candidatura dei suoi due assessori per prendere la decisione. «Sabato scorso ho appreso che gli assessori Petrini e Vannucci si sono candidati con un raggruppamento contrapposto al sindaco loro delegante», afferma Di Girolamo, «la candidatura in una coalizione contrapposta alla mia ha rotto totalmente il rapporto fiduciario che deve intercorrere il sindaco e gli assessori, pertanto il provvedimento era inevitabile. Lunedì mattina avevo pregato di offrire le dimissioni spontanee ma senza successo, così ho provveduto autonomamente. Hanno compiuto con la candidatura un atto che dimostra la totale divergenza dal mio progetto politico di centrosinistra e la non volontà di portare a termine con me quanto impostato in questi anni». Le deleghe all’ambiente, agricoltura, manutenzione del territorio, parco mezzi, anagrafe e servizi demografici di Petrini, e urbanistica, edilizia privata, commercio, polizia amministrativa e demanio di Vannucci passano ora nelle mani del sindaco.
LE REPLICHE. Petrini commenta: «Revocare la nomina a meno di un mese dalle elezioni è un gesto vigliacco. La spaccatura all’interno della maggioranza era nota da tempo, perché non ha preso questa decisione mesi fa? Io sono stato eletto dai cittadini e ho servito la città ogni giorno, non facendo politica ma un vero e proprio servizio, e avevo intenzione di portarlo a termine fino alla fine». Vannucci prende atto della decisione ma è dispiaciuto e sorpreso. «La decisione del sindaco è contraddittoria e cervellotica», dice, «sono rimasto fino alla fine per un atto di correttezza nei confronti della cittadinanza, e credo che in questi tre anni a livello di urbanistica abbiamo raggiunto risultati importanti, ad esempio il Pan».
NUGNES. Sulle revoche dei due assessori interviene anche il candidato sindaco di Spazio Civico Mario Nugnes. «La decisione del sindaco arriva fuori tempo massimo», evidenzia, «e a farne le spese sono i cittadini rosetani che da mesi subiscono l’immobilismo di una giunta e una maggioranza divise e ostaggio di se stesse. Non serviva di certo la pubblicazione delle liste elettorali per certificare chi sono “gli ostacoli”: la verità è che il sindaco e i suoi “ostacoli” sono esattamente due facce della stessa medaglia».
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