Di Girolamo: nessun appoggio a Ginoble

Il sindaco uscente e candidato del Pd esclude un apparentamento con l’ex deputato: «Il suo progetto guarda a destra»
ROSETO. «Un categorico no all’appoggio a Tommaso Ginoble nell’eventuale secondo turno. Ritengo impossibile dare appoggio da parte mia a un percorso politico che guarda a destra». Sono queste le parole decise del sindaco uscente Sabatino Di Girolamo, che con una coalizione di centrosinistra composta dal Pd e da altre tre liste si ricandiderà alle comunali del 3 e 4 ottobre. La sua posizione è chiara: in caso di ballottaggio con Ginoble dentro e Pd fuori, non appoggerà la coalizione “Roseto a Testa Alta” del candidato Ginoble.
Una risposta netta a chi immaginava un possibile riavvicinamento tra Pd e ginobliani alle elezioni, dopo i problemi evidenti emersi nel corso degli ultimi due anni all’interno della maggioranza. «Il mio progetto politico», spiega il sindaco, «è assolutamente alternativo a quello di Tommaso Ginoble, che fa una partita con uno sguardo a destra. Ha dichiarato esplicitamente che le sue liste saranno composte anche da esponenti della destra e questo è assolutamente incompatibile con il progetto politico del Partito Democratico e mio personale».
Quello del candidato Ginoble è un progetto definito da lui stesso «di liste cittadine, che non guardano alla provenienza del singolo candidato della coalizione». Un progetto che strizza l’occhio al modello Draghi su scala nazionale. Ma per Di Girolamo si tratta di un esperimento improponibile a livello locale. «Non credo», continua Di Girolamo, «che sul territorio si possano esportare esperienze di grandi coalizioni come quella in atto a livello nazionale. Il progetto politico di Tommaso Ginoble è sbagliato, confusionario e pasticciato, che tende solo a conquistare posizioni di potere senza nessuna prospettiva futura e io non ci credo».
Il sindaco, dunque, non le manda certamente a dire all’ex onorevole che nel 2016 aveva sostenuto la campagna elettorale dello stesso Di Girolamo. Un idillio interrotto nel corso del tempo e che ha portato a una netta frattura all’interno della maggioranza. Ma Di Girolamo non risparmia nemmeno gli altri candidaci sindaci. Prima fra tutti Rosaria Ciancaione, candidata per la Libera coalizione Progressista, fino a qualche mese fa considerata l’alleato naturale della coalizione di centrosinistra. «Si è ritagliata anche questa volta uno spazio politico per cercare di dare soddisfazione a se stessa senza un progetto politico concreto alle spalle», dice Di Girolamo, «una legittima aspirazione quella di tornare a fare il consigliere comunale. Ha creato una piccola coalizione funzionale solamente al mantenimento della sua posizione». Dubbi anche sulla candidatura di William Di Marco in corsa per il centrodestra. «Non so come reagirà la gente alla candidatura di Di Marco», continua, «una candidatura di un uomo nuovo. Di Marco è stato catapultato in prima linea senza alcuna esperienza amministrativa”. E infine Mario Nugnes, il candidato di Spazio civico. «Roseto deve avere un sindaco che garantisca la filiera di collegamento con il centro del governo, per cui non credo alle esperienze civiche» conclude Di Girolamo.
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