«Di Girolamo, sei mesi di errori e gaffe»

31 Dicembre 2016

Roseto, l’ex sindaco Pavone stronca l’azione del successore «sempre più ostaggio dei poteri forti»

ROSETO. «L’amministrazione Di Girolamo-Ginoble si è contraddistinta in questi sei mesi per tutta una serie di scelte errate». Critica e sarcasmo sono gli ingredienti del lungo elenco di cose non fatte o fatte male dall’attuale maggioranza, secondo l’ex sindaco Enio Pavone, oggi capogruppo di ‘Avanti X Roseto. «Di Girolamo», si legge in una nota di Pavone, «sin dall’inizio del suo mandato, si è contraddistinto per una serie di gaffe, dalla mancata pubblicazione dell’ordinanza di divieto di balneazione nello scorso mese di luglio, alla sua scarsa presenza in municipio così come alla difficoltà ad essere contattato dai rosetani, vista anche la mancata pubblicazione del suo numero istituzionale sul portale del Comune, segnale inequivocabile di distanza con i cittadini».

Tra gli errori più evidenti individuati da Pavone spiccano la chiusura della scuola di Montepagano, la rinuncia ai due project financing oltre alla mancata conferma della rappresentanza di Roseto nel comitato ristretto dei sindaci della Asl di Teramo. Dito puntato, inoltre, sul ritardo nell’inizio dei lavori di messa in sicurezza della torre campanaria di Montepagano e sulla perdita dei fondi per gli interventi sul porticciolo turistico che ora sono stati assegnati e saranno gestiti dalla Provincia di Teramo. Negativo anche il giudizio di «aver riassegnato la qualifica di comandante della polizia municipale al capitano Tarcisio Cava», si legge ancora nella nota di Pavone, «artefice della cosiddetta multopoli rosetana e di tutto quello che ne è scaturito». Criticato anche l’annullamento dell’ordinanza con cui lo stesso sindaco Pavone aveva istituito il senso unico su via Manzoni, nella zona del Sacro Cuore.

«Sono stati sei mesi inconcludenti e dannosi dal punto di vista amministrativo e democratico per Roseto», conclude Pavone, «visto che, come ampliamente previsto, il reale potere è concentrato nelle mani di poche persone che fanno il bello e cattivo tempo. La città ha fatto un deciso passo indietro anche a livello di trasparenza e partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa, come dimostra anche la mancata riattivazione dei consigli di quartiere che, malgrado le promesse, restano ancora sulla carta. L’auspicio è che, nel 2017, ci sia un deciso cambio di rotta da parte del primo cittadino rosetano, sempre più ostaggio dei poteri forti che lo hanno fatto eleggere grazie a un accordo elettorale, poi disatteso, ai danni dei rosetani». (f.ce.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA