Di Giuliantonio non ce l’ha fatta Morto l’ex consigliere comunale

È deceduto ieri nella rianimazione del Mazzini dove era ricoverato dopo l’incidente di martedì scorso In sella al suo scooter si era scontrato con un’auto sulla Statale 80 a Colleranesco. Aveva 75 anni
GIULIANOVA . E’ morto ieri pomeriggio nel reparto di rianimazione dell’ospedale Mazzini di Teramo l’ex consigliere comunale Alfredo Di Giuliantonio. Aveva 75 anni. Vittima di un incidente stradale avvenuto l’11 settembre scorso lungo la statale 80 a Colleranesco, non si è mai ripreso. Fatale è stato l’impatto con una Fiat Punto che viaggiava in direzione est come pure Di Giuliantonio in sella al suo scooter Beverly Piaggio. Il pensionato era stato prontamente soccorso e trasportato in codice rosso al Mazzini nel reparto di neurochirurgia. Le sue condizioni erano apparse subito disperate e l’intervento chirurgico, sebbene perfettamente riuscito, non ha potuto salvarlo. Di Giuliantonio, molto conosciuto in città, era persona apprezzata e benvoluta per il suo spirito sempre allegro e cordiale. Lo ricorda Flaviano Montebello che come lui a quei tempia militava nella Democrazia Cristiana: «Alfredo, oltre che dirigente della Cisl, più volte candidato, nel 1990 fu eletto consigliere comunale. Conosceva bene il suo territorio e se poteva aiutare qualcuno non si tirava mai indietro. Nell’ultimo periodo lavorativo aveva prestato servizio alla farmacia comunale. Era pure un atleta ed un anno, nel giro ciclistico della provincia riservato ai dipendenti dell’ospedale di Giulianova, si classificò al primo posto». Un ottimo ricordo lo conserva anche l’ex consigliere Gianfranco Francioni: «Alfredo aveva l’hobby della cucina e tanti giuliesi hanno potuto assaggiare le sue prelibatezze. Aveva la passione per l’allevamento di animali da cortile con una inclinazione particolare per la cura dell’orto e non disdegnava il ballo. In autunno lo incontravo spesso in campagna per la vendemmia o per la raccolta delle olive. Di Giuliantonio lascia la moglie Francesca ed i figli Amleto e Barbara. I familiari hanno dato l’assenso all’espianto degli organi, ma al momento in cui scriviamo non si sa ancora se il magistrato abbia dato l’autorizzazione o abbia disposto l’autopsia sulla salma.
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