Di Giuseppe replica ai vigili «Non ho insultato nessuno»

10 Aprile 2015

Roseto, il consigliere di maggioranza sul caso delle multe alle auto dei dipendenti del Mercatone «Mi sono opposto a un’ingiustizia, questo episodio getta un’ombra sulla polizia municipale»

ROSETO. «Sono intervenuto per oppormi a un’ingiustizia, e lo rifarei se mi trovassi davanti a una situazione simile, ma senza ingiuriare nessuno perché non è nel mio stile». Così Filiberto Di Giuseppe, il consigliere comunale accusato di aver insultato due vigili urbani mentre stavano multando delle automobili parcheggiate in piazza della Repubblica, dove si affaccia il municipio di Roseto, i quali ora minacciano di querelarlo. Pomo della discordia, il fatto che le automobili multate fossero di alcuni dipendenti del Mercatone Uno di Pineto, invitati in Comune per un incontro con alcuni amministratori, tra cui appunto Di Giuseppe, sul delicato tema della crisi della loro azienda.

«Non mi sono mai sognato di usare termini irriverenti nei confronti dei due agenti», sottolinea Di Giuseppe, «pertanto non capisco come possano accusarmi di questo, anche perché mi sono limitato a cercare di spiegare la situazione rimanendo alla finestra dell’aula dove si stava tenendo l’incontro, quindi dalla parte opposta della piazza e lontano da dove si svolgevano i fatti. Non credo, dunque, che le mie frasi potessero essere sentite dai due vigili, anche perché non ho certo una voce da tenore». Questa la versione del consigliere, il quale ha anche spiegato che a scendere in strada per cercare di far capire ai due agenti la situazione sono intervenuti i consiglieri Alberto Caporaletti e Antonio Norante. «Abbiamo cercato di spiegare che si trattava di una questione di opportunità», dice infatti quest’ultimo, «non ci siamo neanche sognati di fare forzature per annullare le multe, ma i due agenti sono stati intransigenti. È amaro constatare come certi episodi facciano rimpiangere i vigili urbani di una volta, i quali cercavano sempre di collaborare con i cittadini, non certo di vessarli».

«Nessuno ha chiesto ai vigili di rinunciare a compiere il proprio dovere», ribadisce Di Giuseppe, «anche perché molti di loro sono stati condannati per una vicenda simile. Infatti abbiamo scelto di pagare noi amministratori le multe dei dipendenti del Mercatone Uno, molti dei quali in questi giorni mi hanno manifestato tutta la loro solidarietà e il loro affetto». Al momento i due agenti protagonisti della vicenda non avrebbero ancora avviato alcuna azione legale nei confronti del consigliere Di Giuseppe, anche se il comandante del corpo, il maggiore Berardo D’Emilio, ha anticipato che la querela ci sarà, a meno di ripensamenti dell’ultima ora. L’episodio, verificatosi prima di Pasqua, sarebbe avvenuto davanti a numerosi testimoni, pertanto la dinamica reale dei fatti potrebbe essere ricostruita in maniera piuttosto puntuale nel caso di un’eventuale indagine. «Si tratta di una vicenda che lascia l’amaro in bocca», conclude Di Giuseppe, «e che aggiunge un’ulteriore ombra sul corpo di polizia municipale di Roseto, già da tempo protagonista di episodi portati come esempi negativi anche a livello nazionale».

Federico Centola

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