«Di Marco ammetta la sua sconfitta»

14 Dicembre 2021

ROSETO. Non si placano le polemiche sull’accordo Gatti-Sottanelli per le elezioni provinciali. William Di Marco, consigliere d’opposizione ed ex candidato sindaco del centrodestra, ha attaccato il...

ROSETO. Non si placano le polemiche sull’accordo Gatti-Sottanelli per le elezioni provinciali. William Di Marco, consigliere d’opposizione ed ex candidato sindaco del centrodestra, ha attaccato il “Gattinelli”, sostenendo che le recenti comunali rosetane, che hanno decretato la vittoria di Mario Nugnes, siano state «artefatte» dall’intesa non esplicitata.
Immediata la replica di alcuni consiglieri di maggioranza. «Di Marco farebbe meglio ad ammettere di avere perso perché la città ha preferito la nostra proposta politica e il nostro sindaco, che dimostra ogni giorno di avere meritato questa ampia fiducia», dichiarano Vincenzo Addazii, Annalisa D’Elpidio, Christian Aceto, Toriella Iezzi e Paolo De Nigris, «l’elettorato ci ha scelti nel pieno delle proprie facoltà, con grande consapevolezza e libertà. I cittadini, diversamente da quanto crede evidentemente il professor Di Marco, non sono beoti che si formano e si informano sui social».
I cinque consiglieri difendono i cittadini che li hanno votati. «I rosetani hanno scelto il meglio per Roseto e non il meno peggio», continuano, «definire il libero voto espresso dalla maggioranza dei cittadini un falso politico è una grande offesa per chi crede nella democrazia e nel potere della libertà di pensiero. Di Marco e i suoi dovrebbero chiedere scusa alla maggioranza dei cittadini che ci ha votato».
I cinque consiglieri rincarano la dose. «Ancora una volta Di Marco dimostra di non capire nulla di politica», concludono i cinque, «perché si va a intromettere in questioni della Provincia quando lui dovrebbe pensare magari a fare bene il consigliere di minoranza. E poi il rimarcare di continuo la distanza dai partiti tradizionali di certo non fa bene a Di Marco, che è stato appoggiato proprio da partiti nettamente rappresentati in tutto l’arco costituzionale». (l.v.)