Di Marzio contro la fusione

24 Novembre 2016

TERAMO. Confartigianato Teramo interviene sulla fusione delle Camere di commercio di Teramo e L'Aquila e denuncia: «La nostra città è stata spogliata di tutto quello che un capoluogo dovrebbe avere...

TERAMO. Confartigianato Teramo interviene sulla fusione delle Camere di commercio di Teramo e L'Aquila e denuncia: «La nostra città è stata spogliata di tutto quello che un capoluogo dovrebbe avere e ora perde anche l'ente camerale che va all'Aquila. Ieri, durante il consiglio, la nostra associazione ha votato contro; solo 20 consiglieri su 28 si sono espressi a favore. Eppure avevamo tutti i numeri per avere la nuova sede sul territorio». L'associazione si chiede: «Come mai la giunta teramana si è prestata al gioco aquilano facendo trascorrere molto tempo prima di deliberare la fusione prevista per legge? Forse per dare modo all'Aquila di realizzare la nuova struttura, eliminando così un ulteriore motivo per scegliere Teramo come sede?». Secondo la Confartigianato sarebbe stato disatteso anche l'obiettivo di risparmio del governo. A detta dell'associazione presieduta da Luciano Di Marzio i costi rimarrebbero uguali: «Stessi dipendenti e stessi costi di gestione, i quali assorbono la quasi totalità delle entrate camerali». Dal suo canto la Camera di commercio del Gran Sasso d'Italia ha assicurato che le due sedi manterranno presenza, funzioni e servizi. (em)