Di Matteo: «Val Vibrata nella grande viabilità»

15 Gennaio 2017

TORTORETO. «E' giunto il momento che la Val Vibrata venga collegata a Teramo e inserita nel sistema della grande viabilità». A parlare è Domenico Di Matteo, ex sindaco di Tortoreto e assessore...

TORTORETO. «E' giunto il momento che la Val Vibrata venga collegata a Teramo e inserita nel sistema della grande viabilità». A parlare è Domenico Di Matteo, ex sindaco di Tortoreto e assessore provinciale, a capo del Movimento Val Vibrata e Monti della Laga. La sua associazione, nel settembre scorso, si schierò fortemente contro il progetto di realizzazione di un tronco autostradale da Teramo a Roseto, perché questo «avrebbe tagliato la Val Vibrata fuori dai collegamenti viari principali regionali e nazionali». Ora che il progetto per il tronco autostradale sembra essersi arenato, Di Matteo torna a parlare del tema della grande viabilità: «Prendiamo atto del ravvedimento della Regione, per cui pensiamo di aver fatto la nostra parte. Adesso, però, bisogna cominciare a parlare di progetti per il rilancio di una Val Vibrata che è stata abbandonata dal punto di vista della viabilità. Questo territorio non può più essere sostenuto solo dalle strade minori come la 259, pericolose, lente e con segnaletica inadeguata, dove i piccoli interventi di miglioramento, quando vengono fatti, non incidono in alcun modo sul suo sviluppo. Innanzitutto bisogna pensare al completamento, una volta, per tutte, della San Nicolò-Garrufo, di cui si parla da troppo tempo. Poi è necessario progettare un tronco autostradale, o comunque una strada a scorrimento veloce, che colleghi la costa vibratiana al suo entroterra e quindi a Teramo. Questo è fondamentale per rilanciare l’economia e l’occupazione, non solo per l’industria vibratiana ed il suo indotto, ma anche per il settore turistico: l’ospite non solo deve raggiungere facilmente la costa, ma anche visitare tutto il territorio della vallata. La politica nazionale e quella regionale, che a parole si dice vicina alla Val Vibrata, non deve trascurare il nostro territorio nel pensare alle importanti opere pubbliche da mettere in programma nei prossimi anni».

Luca Tomassoni

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