Di Natale celebra Freud a Teramo

24 Ottobre 2014

Il poeta: metto in versi la storia del figlio militare ricoverato in città

TERAMO. Scritti inediti che raccontano un lato privato della vita di Sigmund Freud, il padre della psicanalisi, sono stati riscoperti e pubblicati da Tonino Di Natale nel libro "Vetraia. Stralci di vita". Il volume è stato presentato a Teramo dallo stesso autore che ha raccontato le ultime notizie sulla presenza del figlio di Freud, Martin, a Teramo. Di Natale ha proiettato e illustrato nei dettagli attraverso il materiale reperito negli archivi di Vienna, Washington e Londra. Il libro riporta le quattro pagine manoscritte di Sigmund Freud a suo figlio ricoverato nella clinica psichiatrica teramana nei primi anni del '900. Nella lirica “Canto libero”, si parla proprio del manicomio teramano. Il libro è stato presentato dalla presidente dell’associazione D’AnnunzioPatrizia Tarquini e da Maria Pia Gramenzi consigliere dell’associazione che ha ripercorso il ricco curriculum di Di Natale. Altri frammenti di versi sono stati letti dall’autore. Nella lirica "Teramo, ieri, oggi, domani" Di Natale ha ricordato anche antichi monumenti della città andati perduti e altri da custodire. Martin Freud era il figlio maggiore ed è stato curato a Teramo nella caserma-ospedale militare Mezzacapo. Già docente Isef, autore di saggi e raccolte poetiche, Di Natale, nel corso di ricerche nella biblioteca Dèlfico, anni fa si è imbattuto in una pubblicazione della casa editrice Boringhieri dedicata agli epistolari di Freud. In una lettera da Vienna, del 2 gennaio 1919, il padre della psicoanalisi racconta all'amico e pastore protestante zurighese Oskar Pfister il dolore per suo figlio Martin, arruolato nell'esercito con i fratelli Ernst e Oliver. «Il figlio maggiore però non arrivava e non scriveva. Finalmente», si legge in uno scritto di Freud, «il 21 novembre arrivò una sua cartolina. Soltanto quattro settimane dopo venimmo a sapere che dopo peripezie assolutamente incredibili era caduto ammalato e febbricitante, e che al momento era ben curato in un convalescenziario a Teramo».

Evelina Frisa

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