Di Nicola la spunta per un solo voto: battuto Ciapanna

Decisivo per il vice sindaco di Torricella il sostegno di Gatti Il nuovo presidente: «Ora bisogna ricucire le divisioni»
TERAMO. Per un voto e alla seconda candidatura: così il vice sindaco di Torricella Marco Di Nicola è il nuovo presidente del Bim imponendosi con 19 voti dell’assemblea consortile contro i 18 ottenuti dallo sfidante, il consigliere del Comune di Teramo Graziano Ciapanna. “Buona la seconda” per Di Nicola, che dopo la sconfitta nel maggio scorso per due voti contro il dimissionario presidente Giuseppe D’Alonzo ci ha riprovato trionfando di stretta misura.
L’esito la dice lunga su un’elezione che doveva essere all'insegna di un nome condiviso e trasversale espressione della convergenza tra centrodestra e centrosinistra e che si è rivelata, invece, una battaglia di fazioni che guarda ben più lungo della poltrona di via Cavour. Le 20 firme a sostegno della candidatura di Ciapanna, sostenuta dal sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto appoggiato da quello di Montorio Fabio Altitonante e da Mauro Di Dalmazio contro le 16 di Di Nicola, appoggiato da Paolo Gatti, facevano presagire un risultato diverso, ma qualcuno nel segreto delle urne ha rimescolato le carte a dimostrazione del lavoro instancabile fatto da Gatti per ribaltare il fronte. Quasi certo viene dato il voto pro Di Nicola del Comune di Roseto. Il sindaco Mario Nugnes, che non aveva firmato nessuna candidatura, prima della votazione ha lamentato «il non essere riusciti a trovare una soluzione condivisa in una provincia già indebolita, che lo sarà ancora di più con un’elezione all’ultimo voto». Il voto di Roseto dimostra come sia ancora vivo l’asse tra Gatti e Giulio Cesare Sottanelli che ha funzionato in Provincia e al Bim e che potrebbe avere ripercussioni sulle elezioni comunali di Teramo del 2023.
Soddisfatto Di Nicola, che ha ricevuto l’onore alle armi da Ciapanna e la visita del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura e si prepara «a ridare una spinta importante all’ente partendo dalla rivalutazione dei canoni, ma anche dalla riscoperta e valorizzazione dei territori a servizio dei Comuni. È necessario ricucire la divisione netta che si è creata», ha concluso, «per tornare a un Bim che sia da collante per una provincia unita».
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