«Di Nicola mi deve risarcire per 4 milioni»

TERAMO. «Sì, quei contratti li abbiamo fatti con Di Nicola». È questo, in sostanza, quello che hanno riferito i quindici testimoni sentiti ieri dal tribunale di Teramo nella seconda udienza del...
TERAMO. «Sì, quei contratti li abbiamo fatti con Di Nicola». È questo, in sostanza, quello che hanno riferito i quindici testimoni sentiti ieri dal tribunale di Teramo nella seconda udienza del processo per falso a carico di Ercole Di Nicola, ex dirigente del Morro d’Oro calcio e dell’Aquila calcio, nonché uno dei principali indagati dell’inchiesta “Dirty soccer”. Si tratta in questo caso di un processo “minore”, nel senso che l’imputazione è “solo” quella di falso in scrittura privata: Di Nicola, secondo le accuse, aveva falsificato la firma dell’allora presidente del Morro d’Oro Mario Scarpone per stipulare a suo vantaggio 24 contratti di sponsorizzazione per il settore giovanile della società. Sponsorizzazioni per le quali si procede separatamente in un altro processo, poiché la procura le ritiene false, cioè non destinate a finanziare effettivamente la squadra ma a violare le norme fiscali. Sempre secondo le accuse, Di Nicola, difeso dall’avvocato Libera D’Amelio, mettendo la firma falsa dell’ex presidente avrebbe intascato le somme derivanti dai contratti, in totale 600mila euro. Scarpone rappresentato dall’avvocato Tommaso Navarra, si è costituito parte civile per chiedere un risarcimento molto sostanzioso, pari a 4 milioni di euro.
A tanto ammonterebbe, a suo giudizio, il danno patito per l’illecito comportamento di Di Nicola. In seguito alle false sponsorizzazioni a Scarpone è stato addebitato il relativo ammanco per l’erario, cosa che gli è costata il pagamento di sanzioni pecuniarie pari a 3milioni e mezzo di euro, somma di cui ora chiede conto a Di Nicola, oltre al risarcimento per il danno morale. Il processo riprenderà il 10 aprile prossimo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

