Di Pasquale: contro di me hanno usato la macchina del fango

30 Gennaio 2016

TERAMO. «La macchina del fango sul mio incarico di presidente del consiglio di amministrazione dello Zooprofilattico ha dimostrato due cose: che non sono lì per fare il veterinario, e che so fare...

TERAMO. «La macchina del fango sul mio incarico di presidente del consiglio di amministrazione dello Zooprofilattico ha dimostrato due cose: che non sono lì per fare il veterinario, e che so fare bene l’avvocato». Con sarcasmo Manola Di Pasquale chiude la stagione dei veleni sulla sua conferibilità replicando sia al sindacato dei veterinari con la sentenza del Tar che le dà ragione sui requisiti, sia ai detrattori politici che la ritenevano incompatibile.

Anac e Tar hanno detto che i requisiti in campo scientifico non avevano a che fare con il suo incarico poiché non ha natura gestionale. Di Pasquale, che con i codici di legge alla mano smentisce anche la tesi da sempre sostenuta dal deputato Paolo Tancredi: «Se anche fossi stata inconferibile, non è vero che tutti gli atti adottati in seno all’istituto sarebbero stati nulli, ma nullo era solo il decreto della mia nomina. Sorprende che Tancredi non ricordi i passaggi della legge di riordino che porta la firma di Chiodi. Non mi aspetto pubbliche scuse» ha detto la Di Pasquale, ma almeno dopo le carte da bollo spero di potermi concentrare solo sulla vita dell’istituto».

E di cose da risolvere ce ne sono visto che a titolo di esempio il presidente del Cda ricorda che il 40% del personale ha dei contenziosi con l’istituto. «Il mio primo impegno da presidente del Cda è quello di rendere l’istituto una struttura più snella, ed è anche in questa direzione che sto cercando di definire transattivamente tutti i contenziosi con il personale». A questo proposito Di Pasquale ricorda l’incertezza che c’è sulle incentivazioni bloccate e per le quali sta cercando un’intesa con la Regione ma anche l’impegno a trovare una soluzione con tutti i legali dei dipendenti interessati dai contenziosi sulla nullità del rapporto di lavoro per il cosiddetto “corso-concorso” per il quale rischiano la perdita del posto di lavoro trenta dipendenti. Le polemiche hanno bloccato l’attività dell’istituto? «Assolutamente no» per Di Pasquale, che ancor prima di conoscere i verdetti sul suo conto aveva già provveduto a convocare per ieri un Cda con diversi punti all’ordine del giorno: il piano di riorganizzazione organica, il piano di investimenti propedeutico all’approvazione degli ultimi due bilanci e il completamento del nucleo di valutazione.

«E’ sconcertante che dopo che per anni si è lavorato per far uscire l’istituto dal commissariamento e ricostituire gli organi ci sia qualcuno che puntava a quello. Il Pd è una forza di governo che non ha l’obiettivo di entrare negli enti per distruggerli come vorrebbe fare Tancredi. Io non sono un presidente pescato da fuori, ma sono teramana, abito a pochi metri dall’istituto e sull’istituto ci metto la mia faccia». (m.d.t.)

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