Di Pietrantonio: lascio l’Asp Troppe le situazioni dubbie

30 Gennaio 2021

Atri, l’ormai ex presidente spiega le dimissioni a Marsilio e accusa i due consiglieri La replica: «È lui che voleva bloccare tutto». La Regione: «Presto la nuova nomina»

ATRI. C’è una scia di veleni dietro le dimissioni irrevocabili presentate giovedì sera da Luca Di Pietrantonio dalla presidenza dell’Asp 2 Teramo-Atri. All’indomani della sua fuoriuscita, l’avvocato leghista manda una lettera al governatore della Regione Marco Marsilio dove spiega le sue verità e rimarca la situazione «paradossale» vissuta all'interno dell'ente dal 26 novembre 2020, dal momento cioè della nomina a direttore generale di Gabriele Astolfi decisa dagli altri due membri del Cda. Nomina che Di Pietrantonio definisce «in contrasto alla normativa vigente e alle prescrizioni del servizio di vigilanza regionale». Poi l’avvocato scrive di aver subìto un «cambio delle password della posta certificata, di quelle ordinarie aziendali, nonché delle chiavi di accesso a varie stanze ove erano custoditi i documenti aziendali». E aggiunge: «Ci sono atti posti in essere dai due consiglieri di amministrazione sempre attraverso modalità contra legem con adozione di delibere a dir poco discutibili, spesso connotate da interessi che nulla hanno a che vedere con quelli dell’ente». Infine Di Pietrantonio aggiunge: «Non sono mai venuto meno ai miei doveri ed obblighi di presidente, tanto che ho provveduto a compiere, senza indugio, tutti gli atti che avessero il crisma della legittimità. Ho dovuto sempre attentamente valutare, di volta in volta, gli atti da porre in essere da quelli da cui avevo l’obbligo di astenermi per evitare di incorrere in condotte illegittime».
A rispondere alle accuse ieri è sceso in campo il Cda dell’Asp che ha subito esortato la Regione a un veloce cambio ai vertici dell’ente e ha poi, con una nota a firma dei consiglieri Antonio Samuele e Federica Rompicapo, evidenziato: «La verità è ben diversa da quella fantasticheria amministrativa scompostamente urlata da Di Pietrantonio. Purtroppo se c’è qualcuno che sin dal primo giorno ha ingiustificatamente tentato di impedire il legittimo insediamento del Cda eletto e votato dai territori è stato proprio l’avvocato Di Pietrantonio, lanciando strali e accuse che, puntualmente, si sono rivelate infondate». Samuele e Rompicapo smentiscono il presunto cambio delle serrature degli uffici e delle password aziendali. «Inesistente», aggiungono, «anche la polemica sulla nomina del nuovo direttore generale, che ha visto il favore di due terzi del Cda. Ovviamente in democrazia prevale la maggioranza. Poi sulla legittimità del Cda, eletto dai portatori d’interesse, e del direttore generale, eletto, come da statuto, dal Cda, non c’è alcun dubbio né ombra amministrativa».
Sulla questione ieri è intervenuto il consigliere regionale del Pd Dino Pepe che ha detto di voler interessare dell’accaduto la commissione vigilanza regionale. E sempre ieri l’assessore regionale Pietro Quaresimale ha fatto intendere che a breve sarà nominato un nuovo presidente dell’Asp 2.
©RIPRODUZIONE RISERVATA