«Di Pietro si dimetta dalla Asp»

24 Gennaio 2015

L’accusa: il padre del sindaco è pensionato e non può stare nel Cda

CIVITELLA DEL TRONTO. Nell’ultima seduta dell’assemblea dei portatori di interesse della Asp 1, il consigliere comunale Stefano Tucci (rappresentante del Pd di Civitella del Tronto) ha richiesto la decadenza di Erminio Di Pietro, uno dei tre membri del consiglio di amministrazione. Quanto richiesto da Tucci trova fondamento nelle nuove norme in materia di “divieto di incarichi dirigenziali a soggetti in pensione”.

L’accelerazione riformista impressa dal governo nazionale con la legge 11 agosto 2014, n. 114, ha infatti tra i suoi intenti, proprio quello di perseguire un rinnovamento e uno svecchiamento dei ruoli dirigenziali. Come membro del Partito Democratico e nei doveri del suo ruolo, Tucci ha avanzato richiesta di decadenza di Di Pietro, seguendo il dettato della legge. «Più volte è stato messo in evidenza dal Pd locale e provinciale come, con un colpo di mano dell’allora assessore regionale, Paolo Gatti, a pochi mesi dalle elezioni regionali, si è proceduto alla nomina dei vertici delle Asp, inserendo persone a lui riconducibili politicamente (ricordiamo infatti che Erminio Di Pietro è padre dell’attuale sindaco di Civitella del Tronto, Cristina Di Pietro, a sua volta gattiana di ferro)», recita una nota del pd civitellese. Modi di operare che la politica dovrebbe, proprio in questa fase storica di esteso disamore e allontanamento, risparmiarsi assolutamente.

Sempre Tucci aveva messo in evidenza nella prima assemblea come per i due posti del Cda erano pervenuti due soli curriculum, impedendo di fatto un’analisi basata su titoli e meritocrazia.

«A tutto ciò», prosegue la nota politica, «come Pd di Civitella de Tronto, come militanti e rappresentanti istituzionali diciamo basta, facendoci garanti della legalità e della meritocrazia. Auspichiamo inoltre una forte azione, anche legislativa in materia, dell’assessore regionale Marinella Sclocco». (adp)

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