Di Sabatino: «Bilancio difficile ma poi i conti miglioreranno»

8 Ottobre 2017

L’assessore comunale alle finanze: alla fine del 2017 resterà un disavanzo corrente di 2,2 milioni che però si attenuerà già l’anno prossimo. E nel 2019 l’ente si troverà un tesoretto di 3-4 milioni 

TERAMO. Far quadrare i conti non è stato facile. Il bilancio di previsione, che per via delle emergenze invernali approderà in aula a inizio novembre, con l'anno a cui si riferisce ormai agli sgoccioli, si caratterizza ancora una volta come "difficile". Il termine non è tecnico, ma nella sintesi proposta dall'assessore alle finanze e vicesindaco Alfonso Di Sabatino Martina rende l'idea della rigidità e degli angusti spazi di manovra contabile in cui si è mossa l'amministrazione.
A cominciare dall'anticipazione di cassa, lo scoperto bancario per pagare le spese correnti che ad agosto era attestato a oltre 15 milioni di euro, finito sotto la lente d'ingrandimento della Corte dei conti e per il contenimento del quale il Comune ha dovuto mettere in campo una serie di misure tra cui la privatizzazione della rete gas e l'annunciata vendita delle quote della farmacia di Colleatterrato. Alcune delle soluzioni adottate non saranno subito efficaci, per cui a fine anno resterà un disavanzo corrente di circa 2,2 milioni di euro. «Dall'anno prossimo e soprattutto nel 2019 però», secondo Di Sabatino Martina, «i conti miglioreranno».
Il raggiungimento del pareggio nel bilancio di previsione per il 2017 «è stato complicato anche dall'entrata in vigore effettiva di nuove norme che hanno aperto la fase di post armonizzazione contabile». In pratica il Comune ha dovuto mettere definitivamente da parte la finanza creativa o figurata per attestarsi su valori certi: «Si può spendere solo quello che s'incassa». Così, per equilibrare entrate e uscite, l'amministrazione ha utilizzato una minore spesa pari a 2 milioni di euro derivata dal congelamento delle rate dei mutui e una maggiore entrata di circa 900mila euro di trasferimenti statali a compensazione della Tari non incassata, entrambi riferiti agli effetti dell'emergenza sisma. Sulla parte corrente del bilancio e dunque al contenimento dell'anticipazione di cassa saranno destinati anche il 50% degli introiti per le urbanizzazioni legati alla cosiddetta Bucalossi, nonché i primi 2,5 milioni che il Comune incasserà dall'assicurazione per i danni provocati dalle calamità dello scorso inverno. Ne dovrà introitare altri 4,5 di cui 2,5 saranno destinati allo stesso scopo, mentre i rimanenti due l'anno prossimo andranno sugli investimenti, probabilmente per asfalti e manutenzioni.
Di Sabatino ricorda che le misure per contenere l'anticipazione di cassa fanno il paio con la scelta dell'amministrazione di tutelare servizi sociali e scolastici che altrimenti sarebbero stati tagliati o resi più costosi per gli utenti. La rigidità del bilancio e il disavanzo dovrebbero attenuarsi già a partire dal prossimo anno tramite lo sblocco di risorse attualmente vincolate o poste a copertura prudenziale di spese che risulterebbero minori del previsto. Nel 2019 insomma l'ente si troverebbe, come sottolinea Di Sabatino, «un tesoretto di 3 o 4 milioni da lasciare in eredità alla prossima amministrazione».
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