Di Sabatino: Brucchi alla fine, ma staccare la spina tocca a Gatti
Il leader di “Teramo soprattutto”: fa sorridere che il sindaco parli di ricandidarsi con un centrodestra che non esiste più
TERAMO.
«Il sindaco Brucchi ha fornito una lettura quantomeno superficiale sostenendo di aver incassato la fiducia degli alleati». Ancora un affondo contro il sindaco Maurizio Brucchi arriva dal suo consigliere di maggioranza, il leader di “Teramo Soprattutto” Dodo Di Sabatino Martina, a margine del tavolo politico convocato dal sindaco per sondare la tenuta dell’esecutivo alla vigilia del prossimo consiglio comunale dopo il mancato raggiungimento del numero legale.
«Siamo arrivati alla fine», ha detto Di Sabatino, il quale chiamato a rispondere se sarà lui a mettere fine a questa esperienza politica ha detto: «Non darò alibi al sindaco Brucchi o a Paolo Gatti che detiene la maggioranza relativa di questo esecutivo. Sono loro che si devono assumere la responsabilità politica di questo fallimento. Ma è surreale come nel corso di queste riunioni e tavoli politici Paolo Gatti assuma un atteggiamento da ospite, e faccia il pesce in barile come se non fosse il principale azionista del sindaco. Sarà anche una strategia, ma faccio fatica a capire dove porti visto che i suoi numeri in maggioranza sono noti a tutti». Di Sabatino ha speso poi parole di sarcasmo sul tentativo del sindaco di “minacciare” la possibilità di ricandidarsi per un terzo mandato nel centrodestra.
«Quando Brucchi ha posto il tema del 13 dicembre (data spartiacque per la possibilità di una sua ricandidatura) i due maggiorenti, ovvero Paolo Gatti e Paolo Tancredi, gli hanno risposto che il problema vero sono gli esiti del 4 dicembre, ovvero la data del referendum Una risposta sintomatica di quanto entrambi abbiano a cuore la sua legislatura e le sorti di Teramo. Fa sorridere tuttavia che Brucchi dopo questa esperienza deludente abbia ancora l’audacia di volersi misurare con gli elettori e che pensi di farlo nel centro-destra senza rendersi conto che il centro-destra è un concetto storiografico superato. Quella coalizione che lo ha sostenuto non esiste più, non rappresenta la realtà, e non si ripeterà in futuro».
Di Sabatino sostiene dunque di non voler staccare la spina, ma alla domanda se voterà il documento unico di programmazione che approderà al prossimo consiglio comunale risponde: «Chi lo sa. C’è tempo, potrei essere malato, c’è il terremoto di mezzo». A proposito di pesci in barile.(m.d.t.)
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