Di Sabatino: c’è un patto Tancredi-Gatti

16 Dicembre 2016

«Vogliono ostacolare la mia azione di governo in Provincia e forse far cadere la giunta di Brucchi»

TERAMO. Elezioni provinciali e candidature: il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino invita l’Ncd a buttare giù la maschera e lancia il sospetto di un accordo tra il deputato di Ncd Paolo Tancredi e il leader di Futuro In Paolo Gatti. Di Sabatino rompe il silenzio osservato per giorni in attesa che maturassero le alleanze e dopo aver preso atto che Ncd non intende appoggiare la sua azione di governo dichiara che la messa in liquidazione della Gran Sasso Teramano da parte della Provincia è solo un pretesto che adduce Tancredi per giustificare uno strappo che nasconderebbe altre ambizioni politiche.

«Prendo atto della decisione di Ncd, che si discosta dalle alleanze che invece offre a livello nazionale», dichiara Di Sabatino, «anche se mi risulta che qualche componente del partito di Tancredi stia nella lista di Gatti con l'impegno a non collaborare con me, ovvero con il presidente, nell'interesse del territorio. Mi viene il dubbio quindi che ci sia un accordo politico preciso tra Tancredi e Gatti (ma solo Gatti, non Forza Italia) in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Tutto legittimo», dice Di Sabatino, «anche se l'unica cosa che non mi è chiara è se questo eventuale accordo preveda la prosecuzione o l'interruzione della giunta Brucchi. Lo capirò non appena vedrò la composizione della lista di Paolo Gatti». Il presidente di via Milli si fa più esplicito: «Se nella lista di Gatti ci saranno candidati consiglieri comunali teramani di Futuro In e di Ncd significa che l'intenzione è quella di proseguire, altrimenti mi verrà il dubbio legittimo che l'esperienza di Brucchi stia per concludersi». Una lettura quella resa da Di Sabatino frutto del fatto che la legge Del Rio sulle Province prevede che, se decade un consigliere comunale, automaticamente decade anche da consigliere provinciale. Dunque, nel caso i due leader abbiano intenzione di staccare la spina a Brucchi, sarebbe antieconomico candidare consiglieri comunali che potrebbero decadere presto anche in Provincia.

«Il problema della Gran Sasso Teramano è solo un pretesto usato da Tancredi per nascondere altri accordi. Le società non sono degli amministratori», dice ancora Di Sabatino in riferimento all'ex amministratore unico tancrediano Marco Bacchion. «Circa il futuro della località va precisato che la stagione invernale è assicurata, manca ancora una strategia di lungo termine, ma questa non era risolta nemmeno prima». Di Sabatino puntualizza infine, circa il suo impegno per le elezioni, che sta contribuendo alla formazione della lista "Casa dei Comuni": «Che non è riservata solo al Pd», dice, «ma guarda anche alla parte moderata della politica».

Nel frattempo Raimondo Micheli ufficializza che non si candiderà alle elezioni provinciali. «Ringrazio Paolo Gatti per la disponibilità a offrirmi una candidatura», dice Micheli, «ma non chiamate quella lista di "centrodestra". Basta vedere le deleghe che Di Sabatino ha attribuito in passato a Massimo Vagnoni o Graziano Ciapanna eletti con i voti di centrodestra per intuire gli accordi trasversali. Non c'è stato alcun tavolo politico per maturare un accordo, né vedo elementi riconducibili al centrodestra per motivare la presenza di Fratelli d'Italia-An in quella lista». (m.d.t.)

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