Di Sabatino, cena segreta coi dalfonsiani

Era con Di Pasquale e Pepe per discutere della candidatura a sindaco. Sull’altro fronte Chiodi esclude un suo impegno
TERAMO. Alfonso Di Sabatino non demorde. Nonostante l’aperta ostilità manifestata da una parte rilevante del Pd all’ipotesi di una sua candidatura a sindaco per il centrosinistra, l’ex assessore continua a stringere rapporti con esponenti del centrosinistra. Di Sabatino ritiene di contare sull’investitura di D’Alfonso, e i segnali in questa direzione hanno preso forma in una cena riservatissima che Di Sabatino ha avuto mercoledì sera al Palmizio di Alba Adriatica con l’assessore regionale Dino Pepe e il consigliere comunale Manola Di Pasquale, entrambi ritenuti figure di fiducia e riferimento del governatore a Teramo.
Un’alleanza controversa, quella di Di Sabatino con il Pd, resa ancora più incerta dalla sua vicinanza al deputato di Ncd Paolo Tancredi che invece senza ombra di dubbio è collocato nel centrodestra. E sarebbe un’alleanza malvista da una fetta consistente del Pd e non è certo un caso che all’incontro non è stato invitato il segretario provinciale del Pd Gabriele Minosse. Di conseguenza, l'eventuale investitura a sindaco di Di Sabatino potrebbe trovare durissime resistenze da parte del capogruppo regionale del Pd Sandro Mariani, oltre che di altri esponenti che potrebbero ambire alla candidatura a sindaco, come Gianguido D’Alberto per il partito e Giovanni Cavallari per una compagine civica.
Sul fronte opposto, sembra chiarissima invece la posizione di un esponente del centrodestra teramano, il cui nome circola da tempo come probabile candidato della coalizione, ovvero l’ex sindaco e ed ex governatore Gianni Chiodi. Chiamato a rispondere su eventuali ambizioni per lo scranno di primo cittadino, Chiodi ha sostanzialmente detto: «Non ci penso proprio. Intanto perché è una questione che ora non si pone, mancano tre anni alla fine del mandato di Brucchi e in questo lasso di tempo le situazioni possono mutare. Io non ragiono per scenari politici». Ma se la coalizione dovesse domandare la sua disponibilità? «La risposta è no. È un'esperienza che ho fatto con piacere, e ho dimostrato anche da presidente delle Regione quanto tenga alla mia città. Basti vedere adesso che Teramo ha perso la sua centralità nella sanità e in altri temi nevralgici per lo sviluppo quante energie ho dedicato in passato a questo scopo. Mi fa sorridere che a Teramo oggi si parli solo di Masterplan che in fondo è un contenitore vuoto perché non c’è un euro a disposizione Adesso credo che per guidare Teramo c’è chi può fare meglio e credo che il testimone debba passare in mano a nuove energie». E circa il posizionamento politico di Gianni Chiodi? «Mi ispiro alla tradizione del cattolicesimo liberale, ho lavorato per ridurre le tasse da quando ero sindaco di Teramo fino alla presidenza della Regione. Non potrei avere altra appartenenza che al centrodestra».
Marianna De Troia
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